La cantante Amy Winehouse non è morta a causa della droga: gli esami tossicologici effettuati sul corpo della cantante inglese, trovata deceduta a fine luglio nel suo appartamento di Londra, hanno dato infatti esito negativo. A provocare il decesso della Winehouse sarebbero stati altri fattori, così come avevano affermato i genitori della ventisettenne inglese che spesso, nei giorni successivi alla morte della figlia, avevano dichiarato che “Amy da qualche settimana ormai era pulita e non usava droga”. Con i risultati degli esami tossicologici, inoltre, perde anche di credibilità la testimonianza secondo cui alcune persone avevano detto di avere visto la Winehouse mentre comprava 1.300 euro di stupefacenti proprio la sera prima della morte.
Resta un mistero, dunque, la prematura scomparsa della cantante nel cui corpo sono invece state ritrovate tracce di alcol ma non in quantità tali da poterne giustificare la morte. A dare la notizia alla stampa è stato il portavoce della ventisettenne – Chris Goodman – che ha detto: “I risultati degli esami inviati ai genitori hanno dato esito negativo: non c’erano sostanze illegali nel corpo di Amy Winehouse”.
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