Un pacchetto di 15 giorni di sciopero è stato proclamato oggi dai benzinai, la protesta è contro l’inadempienza dell’attuale governo, che si rifiuta di liberalizzare il settore e ha cancellato il bonus che riconosceva alla categoria il ruolo di sostituto di imposta. A prendere la decisione sono stati i coordinatori di Faib Confesercenti e Fegica Cisl, che hanno già informato il premier Silvio Berlusconi attraverso una specifica comunicazione.
Il portavoce di Faib hanno informato che la mancata liberalizzazione del settore sta ponendo a rischio fallimento ben 25000 piccole imprese, ed i 140000 posti di lavoro occupati dai rispettivi addetti. I benzinai fanno inoltre sapere che, nel caso il governo decidesse di venire incontro alla categoria cambiando idea su almeno uno dei due punti al centro della protesta, lo sciopero verrebbe prontamente cancellato.
La notizia di quest’oggi ha comunque messo in agitazione i consumatori di Codacons, Adoc, Movimento per la difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori, che hanno minacciato all’unisono di essere pronti a presentare singole denunce e richieste d’arresto nei confronti dei commercianti che aumenteranno i prezzi di gasolio e benzina nelle 48 ore precedenti alla serrata. Secondo le suddette organizzazioni anche questo sciopero – come i precedenti – rischia di essere minato da rialzi ingiustificati, trasformandolo in un’occasione per speculare alle spalle del cittadino.
Nel caso lo sciopero non dovesse rientrare tutte le 15 serrate avrebbero luogo nei prossimi 3 mesi, in 5 tornate da tre giorni l’una. Il calendario definitivo è ancora in via di formazione da parte dei rappresentanti della categoria.
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