La corte d’Assise d’Appello di Roma ha disposto una nuova perizia nell’ambito delle indagini legate alla morte di Simonetta Cesaroni, in quello che negli anni è stato ribattezzato il delitto di via Poma. Simonetta Cesaroni, lo ricordiamo, fu uccisa barbaramente a Roma nell’agosto del 1990 mentre si trovava in ufficio. In primo grado fu accusato il fidanzato di allora, Raniero Busco, a 24 anni di carcere. Ma ogi i suoi Legali hanno chiesto ed ottenuto un riesame della situazione perché sulla maniglia della porta dell’ufficio (nel quale Simonetta Cesaroni è stata ritrovata in un lango di sangue) sarebbero state ritrovate tracce ematiche che non apparterrebbero al fidanzato.
La nuova perizia predisposta dalla corte d’Assise dovrà dunque fare nuova luce sul delitto di via Poma, a più di 20 anni dall’accaduto: si dovrà riesaminare intanto l’orario della morte di Simonetta Cesaroni e soprattutto rianalizzare la natura delle lesioni rinvenute sul corpo della ragazza. E ancora, la nuova perizia, dovrà indagare sulle modalita’ di conservazione dei reperti utilizzati per le analisi genetiche. Il delitto di via Poma dunque potrebbe nascondere scenari diversi da quelli che finora ci erano stati mostrati.
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