La lettera d’intenti portata Mercoledì a Bruxelles dal premier Silvio Berlusconi sembra aver convinto i membri dell’Eurozona, ma una delle misure presentate al suo interno sta già preoccupando i sindacati italiani. Entro Maggio 2012 – il presidente del Consiglio – ha promesso l’approvazione di una norma che consentirà alle aziende di licenziare dipendenti, anche con contratti a tempo indeterminato, per motivi economici e congiunturali.
La risposta dei maggiori sindacati non si è fatta attendere. già nella giornata di ieri il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha definito il provvedimento come una misura da incubo, oltre che un vero e proprio attacco all’articolo 18. Inoltre la Camusso, interrogata sulla questione, ha lasciato intendere che sarebbe auspicabile un intervento comune con gli altri sindacati, in quanto una mobilitazione unitaria sarebbe preferibile su una questione tanto importante.
Cisl, Uil e Ugl sembrano avere già raccolto l’invito, in una nota comune rilasciata questa mattina si definisce un gravissimo ed inaccettabile errore quello di intervenire sui licenziamenti. Nel testo si legge che nel caso il governo dovesse intervenire sulle materie del lavoro, senza consultare le parti sociali, l’unica via percorribile per i tre sindacati è da considerarsi lo sciopero generale.
Luigi Angeletti, leader della Uil, ha comunque voluto precisare che questo non è una minaccia nei confronti dell’esecutivo, in quanto lui è il primo ad auspicare che il premier non spinga alla mobilitazione i quattro sindacati, ma preferisca sedersi intorno ad un tavolo e parlarne. Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl, ha preferito invece ribadire che una marcia comune con la Cigl avverrà solo in caso ci siano le stesse opinioni in materia fiscale e sui costi della politica e amministrativi, in caso contrario la mobilitazione avverrà singolarmente.
Nel frattempo il ministro Sacconi cerca di buttare acqua sul fuoco, definendo l’intento del premier non un attacco ai lavoratori, ma il tentativo di rilanciare l’intera economia dando al Paese un mercato del lavoro moderno e dinamico. Il ministro del Lavoro ha poi precisato che erano già in programma incontri con le parti sociali, ma a suo dire i sindacati, prima di sedersi al tavolo delle trattative, dovrebbero mettere da parte pregiudizi e mostrare un atteggiamento responsabile nei confronti del bene comune.
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