Sarebbero 4 degli 8 arrestati gli uomini legati al commando che ha rapito, lo scorso 23 Ottobre, Rossella Urru e altri due cooperanti spagnoli dal campo Saharawi. A confermarlo è la testata algerina el-Khabar, i fermi sono avvenuti nell’ambito di un’operazione dell’esercito algerino contro Aqmi, distaccamento nel Maghreb di Al-Qaeda. La missione ha interessato un ampio territorio, che va dall’ovest del Paese – nella provincia di Temeneresset – fino a sud, nella zona di Bechar.
Il giornale filogovernativo fa inoltre presente che l’esercito algerino continuerà , anche nei prossimi giorni, la ricerca dei tre occidentali. Nonostante le probabilità di ritrovarli ancora all’interno del paese siano davvero poche, in quanto gran parte dei campi base dell’Aqmi sono in Mali, lo stato maggiore avrebbe già dispiegato – fin dal giorno del rapimento – almeno 1000 uomini su tutto il territorio.
Nella giornata di ieri anche un mediatore, che ha preferito restare nell’anonimato, avrebbe informato di essere entrato in contatto con uno dei rapitori. L’uomo ha confermato che i tre cooperanti sono nella mani dell’Aqmi, che starebbe però aspettando a rivendicare il sequestro, e stanno tutti bene. I membri del commando avrebbero operato disarmati, a fornirgli appoggio ed armi all’interno del campo Saharawi sarebbero stati dei complici simpatizzanti di Al-Qaeda, che gli avrebbero anche indicato dove trovare gli ostaggi da sequestrare.
Raffaella Urru, 29enne di Oristano, si trovava in Algeria già da due anni, in qualità di rappresentante dell’ong Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli (Cisp). Paolo Dieci e Sandro De Luca, il primo presidente ed il secondo coordinatore degli scambi con l’Africa dell’associazione, erano partiti per il campo Saharawi di Rabuni due giorni fa, con l’intento di dare tutto l’aiuto possibile alle autorità locali.
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