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Libia: Saif vuole vendicare il padre, Cnt chiede alla Nato di restare ancora 2 mesi

a cura di Riccardo
saif_al-islam_gheddafi_01 26 ott 2011
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Il capo del Consiglio nazionale transitorio, Mustafa Abdel Jalil, ha fatto questa mattina ufficiale richiesta alla Nato di prolungare la missione in territorio libico, fino alla fine del 2011. La notizia era già nell’aria ieri, quando alcuni esponenti del Cnt avevano affermato che, per questioni di sicurezza del paese la presenza Nato – che avrebbe dovuto ritirare la proprie forze il 31 Ottobre prossimo – sarebbe stata necessaria per almeno un altro mese.

Nessuna risposta per ora da parte di Anders Fogh Rasmussen, il capo dell’Alleanza che ha detto di volersi incontrare con alcuni esponenti del Cnt e dell’Onu prima di prendere una decisione definitiva. Non cambia invece idea Charles Bouchard, comandante della missione Unified Protector che continua a credere che le autorità libiche siano in grado di garantire da sole la sicurezza all’interno del paese. Le varie fazioni armate all’interno dei ribelli, a suo dire, non sarebbero un problema che il Cnt non è in grado di gestire da solo.

Nel frattempo alcuni siti internet sostenitori del vecchio regime del rais hanno pubblicato una lettera del figlio di Gheddafi, Saif al-Islam, che prometterebbe vendetta per l’alto tradimento dei ribelli libici. Con l’uccisione del padre sarebbe stata passata una linea di non ritorno che non può essere considerata la fine di tutto, ma solo l’inizio.

Inoltre il legale francese di Gheddafi, Marcel Ceccaldi, ha informato tramite un’intervista su radio Europe 1 che la moglie e le figlie del rais intendono denunciare al Tribunale internazionale dell’Aja – per crimini di guerra e omicidio del colonnello – la Nato stessa.






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