L’esponente di Cosa nostra e dell’omonima famiglia mafiosa era latitante da 18 anni, nel 1993 riuscì a sfuggire alla cattura nell’ambito dell’operazione Orsa Maggiore. Ricercato per associazione mafiosa, traffico di droga e detenzione di armi era condannato già ad ergastolo a causa di un omicidio commesso nel 1989. Il suo nome era finito sulla lista nera dei 30 ricercati più pericolosi.
Arena è stato catturato a Catania nel quartiere Librino, il blitz è avvenuto la scorsa notte alle 2, quando gli agenti della squadra mobile hanno fatto irruzione al secondo piano di uno stabile a poche decine di metri del palazzo in cemento “simbolo” del quartiere. Il latitante era nascosto dietro ad un letto a ponte che i poliziotti hanno dovuto forzare, il boss non sembrava sorpreso di vedere gli agenti, non ha opposto resistenza e si è limitato a informarli che erano 20 anni che si trovava in quella casa.
Giovanni Arena è considerato un esponente di spicco della cosca dei Santapaola, prosciolto per l’episodio dell’attacco incendiario alla Standa di Catania avvenuto nel 18 Gennaio 1990, era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Maurizio Romeo. La vittima faceva parte della famiglia rivale dei Ferrara, l’omicidio era avvenuto ad Aci Castello il 31 Ottobre 1989.
Secondo gli inquirenti il ruolo di Arena negli ultimi anni è stato quello di controllare da vicino lo spaccio di stupefacenti all’interno del quartiere catanese, a riconferma dell’ipotesi che anche i boss latitanti non si allontanano mai troppo dal territorio assegnatogli. Il palazzo di cemento del rione di Librino è considerato uno dei punti nevralgici dello spaccio nel capoluogo etneo, la polizia ha più volte informato che il giro d’affari illecito solo in questa zona, abitata da circa 70000 persone, raggiunge ogni anno cifre da capogiro.
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