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Sony non ha pace: attacco hacker e richiamo LCD in pochi giorni

a cura di Riccardo
sony_headquarters_01 13 ott 2011
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Una settimana dura per il colosso della tecnologia giapponese, che si è ritrovato in pochi giorni vittima del secondo attacco hacker della sua storia e pronta a dover richiamare in fabbrica – per problemi tecnici – 1,6 milioni di LCD.

Il primo attacco al sistema PlayStation Network (PSN) avvenne nell’Aprile di quest’anno, quando furono violati 100 milioni di account e l’intera rete fu disattivata per un mese. Questa volta nel mirino degli hacker sono finiti solo 93mila profili utente – 60mila del PSN e 33mila del Sony Online Entertainment – ma secondo le ricostruzioni dei tecnici i dati delle carte di credito immessi dagli utenti non sono minimamente in pericolo. Il portavoce di Sony, Sean Yoneda, ha spiegato che la compagnia si è accorta del tentativo di intrusione grazie ad una serie eccessiva di log-in falliti sul sistema, molto probabilmente i pirati informatici erano riusciti a recuperare i dati di acceso degli utenti da altre fonti e compagnie. Ad ogni modo sono già stati individuati tutti i profili colpiti ed inviate email con procedure di ripristino del servizio.

Per quanto riguarda gli LCD marchiati Sony i problemi sono stati individuati tramite 11 segnalazioni di malfunzionamento, che hanno causato surriscaldamento, fuoriuscita di fumo e fusione di alcuni componenti, avvenute tutte in Giappone. Secondo i tecnici della casa giapponese le cause sono tutte da imputare a un inverter inserito nel sistema di retroilluminazione del pannello, che purtroppo è utilizzato sugli schermi venduti anche al di fuori del Giappone. Sony, nonostante non abbia mai ricevuto segnalazioni dall’estero, ha comunque promesso che diramerà avvisi ed estenderà il richiamo per i prodotti di tutti i paesi interessati.






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