Troppe versioni dei fatti quelle intorno alla morte di Muammar Gheddafi, almeno quattro o cinque sostengono i componenti dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite, secondo Rupert Colville – il suo portavoce – quello che serve per fare chiarezza è un’indagine da parte dell’Onu. Lo stesso Consiglio nazionale di trasizione ha fornito almeno tre versioni dei fatti, nel giro di poche ore.
Dall’ospedale di Misurata – nel frattempo – arrivano le prime considerazioni del medico legale Ibrahim Tika, consegnate direttamente dal Cnt all’emittente Al Arabya. Il colonnello sarebbe morto a causa di un proiettile che lo ha colpito alla testa, anche se un secondo proiettile è stato trovato all’interno del suo addome. Il medico ha affermato con sicurezza che la morte è sopravvenuta solo dopo il colpo al capo, così come è appurato che il rais fosse stato catturato vivo in un primo momento, quando riportava solo alcune ferite alla gamba destra.
Anche il corpo del figlio Mutassim Gheddafi è stato visionato dal dottor Tika, che ha affermato con sicurezza che dalle condizioni del suo sangue è chiaramente possibile capire che la morte per lui è sopraggiunta solo parecchi minuti dopo il padre. Un alone di mistero resta invece intorno all’altro figlio del colonello, Saif al Islam, in quanto non è ancora chiaro se sia stato ucciso o solo fatto prigioniero.
Nel frattempo la Francia fa sapere, tramite il proprio ministro degli Esteri Alain Juppe, che l’Eliseo considera conclusa la missione della Nato in territorio libico. Nelle ultime ore anche il governo italiano e quello statunitense hanno confermato che è il momento giusto per lasciare la Libia, in quanto il Cnt è totalmente in grado di gestire l’attuale situazione. Più cauti si sono detti invece portavoce dell’Onu ed segretario della Difesa britannico Philip Hammond, che sostengono che la misione – iniziata il 31 Marzo scorso – sarà considerata realmente conclusa solo una volta che i cittadini saranno al sicuro.
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