Sono stati presentati ieri, nel corso dell’annuale congresso dei farmacisti, dei medici e dei ricercatori dell’ANIFA (Associazione Nazionale Industria Farmaceutica) i risultati di due interessanti ricerche, condotte a giugno 2011, effettuate da GFK Eurisko sul delicato tema della vendita online dei prodotti farmaceutici da banco e sulla situazione dell’e-Commerce in Italia.
LE RICERCHE DI GFK EURISKO
Le ricerche condotte lo scorso mese da GFK Eurisko, uno dei più importanti istituti italiani che da sempre si occupa di analizzare le abitudini commerciali dei consumatori, fornendo quindi interessanti indicazioni a coloro i quali sono preposti al soddisfacimento della domanda, sono state 3: due di carattere qualitativo e una di carattere quantitativo. Le prime due, effettuate su due diversi, ì molto ristretti campione di popolazione, hanno voluto analizzare la qualità degli acquisti online degli italiani, sia in merito ad un eventuale acquisto di medicinali (ossia: quali farmaci sarebbero maggiormente commerciabili online) qualora questo fosse consentito dalla legge, sia in merito agli acquisti all’interno di ulteriori categorie merceologiche (ossia: che cosa acquistano gli italiani online).
La terza ricerca, invece, effettuata su un campione di 1.000 persone, ha voluto analizzare l’entità e la quantità degli acquisti online, volendo indagare quanto potrebbe incidere la possibilità del sempre più diffuso e-Commerce, qualora venisse applicato alla commercializzazione dei medicinali da banco, sulle tasche degli italiani.
I RISULTATI DELLE RICERCHE
Le tre ricerche in questione, analizzate dopo essere state adeguatamente combinate, hanno dato esito negativo.
Soltanto 1 italiano su 5, infatti, considera come utile la possibilità che i farmaci vengano venduti online, mentre soltanto il 13% (quindi poco più di 1 ogni 10), effettuerebbe effettivamente acquisti legati all’automedicazione.
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
La naturale conclusione dell’esito tutt’altro che positivo delle ricerche, lasciano intendere gli studiosi,  è quella che la figura del farmacista, sopratutto in casi si automedicazione (ovverosia nel caso in cui ci si rivolga ad esso per l’acquisto di medicinali da banco per i quali non viene richiesta la prescrizione medica), rimane una figura centrale e fondamentale, alla quale chiedere aiuto in caso di bisogno e riceverne in cambio immediata assistenza.
L’opportunità , quindi, offerta da farmacisti e farmacie in merito alla disponibilità immediata di risposte e risorse utili al cittadino imane uno dei capisaldi imprescindibili del rapporto, ormai granitico, tra farmacista e paziente che difficilmente potrà essere sostituito dalla comodità e dal risparmio offerti da internet.
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