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Videogiochi migliorano le prestazioni del cervello

a cura di Verna Vito
Edugames sono davvero efficaci 20 giu 2011
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I videogiochi, si sa, non hanno una buona reputazione. Violenti, volgari, alienanti sono considerati, dalla società in generale, come uno strumento in grado di sviluppare e aumentare i comportamenti antisociali dei nostri figli. C’è sempre stata, però, una piccolissima percentuale (30%, secondo le ultime ricerche condotte da Electronic Art) di genitori, insegnanti e altre figure educative, che considera i videogiochi come un utile strumento di integrazione allo studio tradizionale, uno strumento in grado di insegnare mentre diverte, rendendo le ore di lezione meno noiose e più appassionanti.

Se ciò è sempre stato considerato vero, per lo meno dagli studenti (come dimostra il successo ottenuto dall’applicazione per iPad e simili Kno), oggi dobbiamo dare atto a quel 30% di aver anticipato i tempi e una ricerca di un gruppo di studiosi dell’Università del Michigan.

Questa ricerca, pubblicata in questi giorni sulla rivista PNAS (Proceding of the National Academy of Sciences) dimostra, in modo inconfutabile,  come i videogiochi educativi siano realmente educativi e funzionali al mantenimento di una più che soddisfacente attività cerebrale, essendo il cervello sottoposto, proprio grazie a questi giochi, ad un allenamento costante e fruttuoso che non si avrebbe seguendo altri metodi.

Lo studio ha coinvolto due gruppi di bambini di età compresa tra gli 8 e i 9 anni.

Ai bambini facenti parte del primo gruppo sono stati somministrati una serie di test, basati su metodiche di insegnamento tradizionale, volti a far si che i soggetti in questione incrementassero la propria conoscenza lessicale e il proprio bagaglio culturale.

Al secondo gruppo è invece stata data assoluta libertà, con la prescrizione di giocare, per almeno 15 minuti al giorno, ad un qualsiasi edugame che favorisse l’allenamento della memoria e l’apprendimento tramite la risoluzione di divertenti problemi.

A un mese di distanza tutti i bambini coinvolti sono stati sottoposti al medesimo test di verifica, grazie al quale si è potuto appurare come i bambini appartenenti al secondo gruppo avessero nettamente aumentato la propria intelligenza e le proprie capacità cognitive.

Diamo, quindi, libero spazio alla voglia dei bambini di videogiocare, ricordando, comunque, che i videogames sono la prima causa di reumatismi.






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