Non è solo un problema politico, economico o sociale. Quello dei rifiuti napoletani, che da anni ormai appestano le vie cittadine, è soprattutto e in primo luogo, un problema sanitario di inimmaginabile portata.
I continui roghi appiccati dai vandali della città , infatti, sprigionerebbero nell’aria alte concentrazioni di sostanze pericolosamente tossiche che sarebbero la causa, secondo i pediatri della FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), dell‘aumento, quantificabile in una percentuale compresa tra il 10 e il 20%, delle patologie respiratorie che ultimamente affliggono i bambini napoletani. Queste patologie, quali bronchiti asmatiche, faringiti e tossi, sarebbero iin forte espansione, infatti, sin dall’inizio della crisi dei rifiuti del 2011, verificabile già dagli inizi di febbraio.
Oltre a queste patologie, avvertono i pediatri, sebbene ad oggi non esistano evidenze scientifiche che lo confermerebbero, in aumento sarebbero anche patologie di carattere oncologico, dermatologico o gastroenterico, disagi clinici causati, avvertono gli esperti, o dal rilascio di diossina che consegue alla combustione della molta plastica abbandonata sui marciapiedi o dallo svilupparsi, anche a causa delle alte temperature, di agenti patogeni dannosi per il sistema digerente dei più piccoli.
La FIMP, tramite il proprio presidente, il dottor Giuseppe Mele, spiega di aver attivato già da tempo una rete formata da moltissimi pediatri napoletani per cercare di monitorare la situazione e adottare il prima possibile, ove ce ne fosse bisogno, gli accorgimenti del caso.
Nel frattempo, comunicano gli esperti, l’esposizione prolungata all’aria marina, può rappresentare un ottimo palliativo per cercare di risolvere, o quanto meno limitare, il problema.
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