Falso ideologico, frode in commercio e delitto colposo di danno, sono questi i capi d’accusa imputati dalla procura di Torino alle tre persone a cui sono stati consegnati – nella giornata di ieri – avvisi di garanzia. Gli indagati sono Gianbattista Quirico, dirigente dell’ufficio tecnico del comune di Torino designato collaudatore dello stadio, e gli ingegneri Francesco Ossola e Paolo Erbetta, entrambi direttori dei lavori.
L’accusa farebbe capo all’utilizzo di acciaio non conforme ai progetti nella costruzione dello stadio, il sospetto dei magistrati della Procura è che i tre – una volta venuti a conoscenza della non conformitĂ della fornitura – abbiano insabbiato l’accaduto per ottenere l’agibilitĂ in tempo utile per l’inizio del campionato. Nessuna colpa è stata invece imputata alla Juventus, che per gli inquirenti è da considerarsi parte lesa dell’accaduto.
Nella giornata di ieri era diventata quasi certezza la possibilitĂ che la partita di domani, contro il Genoa, venisse spostato allo Stadio Olimpico di Torino, ma dopo una serie di incontri fra Prefetto, il sindaco Piero Fassino e il presidente della Juventus Andrea Agnelli è stata ribadita l’assoluta sicurezza dello stadio.
Ulteriori accertamenti nelle prossime settimane sono comunque stati disposti dalla procura di Torino, una squadra di esperti del Politecnico verrĂ infatti inviata a controllare la reale conformitĂ dell’acciaio utilizzato nella costruzione dei pennoni e delle sovrastrutture. Anche per gli inquirenti non è a repentaglio la reale sicurezza di spettatori e calciatori, la questione vertrebbe solo sulla qualitĂ scadente – e quindi minor prezzo di costo – di alcune partite di acciaio utilizzato, fatte passare poi dai tre indagati come forniture della stessa qualitĂ delle altre previste nel progetto.
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