Ai quarti di finale di Wimbledon, ieri, il risultato meno atteso è arrivato dal campo centrale. Un indomabile Jo-Wilfried Tsonga è riuscito nell’impresa di rimontare lo svantaggio di due set a zero nei confronti di Roger Federer e andare poi a vincere al quinto e decisivo set.
Parte bene Federer. Strappa subito il servizio all’avversario e mantiene il vantaggio fino alla fine del set, chiuso per 6-3. Federer riesce a mantenere alto il suo livello di gioco anche nel secondo set. Tsonga però è un avversario ostico sulle superfici veloci. I suoi colpi sono potenti e al servizio è spesso devastante. L’epilogo naturale diventa quindi il tie-break. Qui Federer prevale grazie al suo immenso bagaglio tecnico e alla tenuta mentale da campione. Tie-break chiuso sul 7-3 e partita che sembra in totale controllo per lo svizzero.
Sembra, appunto. Perché da qui in poi accade quello che non ti aspetti. Federer accusa un passaggio a vuoto, di quelli cui negli ultimi anni ci ha abituato (ultimo clamoroso in ordine di tempo, il vantaggio di 5-2 nel primo set della finale del Roland Garros contro Nadal, poi perso per 7-5). Tsonga, da parte sua, ha il merito di non mollare. Ci crede il francese, e fa bene. Porta a casa il terzo set per 6-4. E allunga la partita al quarto, dove è ancora lui a prevalere, con identico punteggio (6-4).
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Si arriva così al quinto set. Qui la striscia negativa di Federer continua. Perde subito la battuta in avvio e nonostante tenga con facilitĂ i successivi turni di servizio, non riesce a piazzare il break per riportare il punteggio in paritĂ . I suoi colpi sono poco incisivi. Sbaglia tanto il numero tre del mondo e Tsonga, invece, non trema al momento decisivo. L’ultimo gioco, con il francese che sul 5-4 va a servire per il match, ne è un esempio. Tsonga si conquista il game con due ottimi vincenti, un’accelerazione da fondo campo e un grande passante sul tentativo di discesa a rete dello svizzero, e approda così alla semifinale contro Novak Djokovic (vincitore in quattro set sulla rivelazione australiana Bernard Tomic per 6-2, 3-6, 6-3, 7-5).
Non era mai successo a Federer di perdere una partita dove era stato in vantaggio per due set a zero. E’ successo ieri, contro uno Tsonga in grande forma (era stato finalista al Queen’s poche settimane fa, eliminando tra gli altri il numero uno del mondo Nadal), che sarĂ l’unico tra i quattro semifinalisti a non occupare le prime posizioni della classifica mondiale.
Nessuna sorpresa, infatti, negli altri due quarti di finale. L’idolo di casa Andy Murray vince agevolmente sullo spagnolo Feliciano Lopez, reduce dalla grande battaglia-rimonta degli ottavi contro il polacco Kubot. Mentre Rafael Nadal si sbarazza dello statunitense Mardy Fish in quattro set (6-3, 6-3, 5-7, 6-4). Ora i due si troveranno nuovamente di fronte in semifinale. Proprio come un anno fa.
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