Molti contribuenti si saranno conto di avere a che fare spesso con il codice tributo 1040: in alcuni casi non è semplice ricordare cosa significa questa breve stringa di numeri; certo, ormai tutti sanno che quando si fa il pagamento di un’imposta con il modello F24 bisogna utilizzare un preciso codice (ognuno dei quali identifica un determinato tributo), ma il rischio di fare confuzione con tutti questi numeretti è dietro l’angolo, quindi è meglio fare un po’ di chiarezza sul loro signifcato e il loro utilizzo.

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Cosa significa il codice 1040 e quando deve essere utilizzato

In questo caso, come detto ci occupiamo del codice tributo 1040: questa piccola serie di numeri fa riferimento al versamento delle ritenute sui redditi da lavoro autonomo, e in particolare sui compensi dell’esercizio di arte e professioni (versamento di cui si occupa il sostituto dì imposta). Ecco l’elenco dei redditi su cui i sostituti di imposta applicano la ritenuta e che prevedono l’utilizzo del codice tributo 1040:

  • prestazioni di lavoro autonomo o occasionali;
  • compensi degli amministratori di condominio;
  • redditi che derivano dall’utilizzo di opere dell’ingegno, di brevetti industriali, di fromule, di processi e così via;
  • partecipazione agli utili di associazioni in partecipazione;
  • compensi per la levata di protesto esercitata da segretari comunali;
  • compensi per rapporti di commissione, mediazione, agenzia, rappresentanza e procacciamento di affari;
  • compensi per gli incaricati alle vendite a domicilio.

La compilazione del modello F24

Vediamo ora il corretto utilizzo del codice tributo 1040 quando si effettua il versamento delle ritenute sui redditi da lavoro autonomo per i compensi per l’esercizio di arti e professioni tramite modello F24. La prima cosa da fare è individuare la Sezione Erario, ovvero quella che fa riferimento alle imposte dirette, all’IVA e alle ritenute alla fonte. Nella prima colonna va inserito il codice tributo 1040; nella seconda colonna va indicato il mese di riferimento (bisogna scrivere 01 per gennaio, 02 per febbraio, 03 per marzo e così via), mentre in quella successiva va specificato l’anno di riferimento.

Nella quarta colonna si mettono gli importi a debito, mentre nella quinta ci vanno gli importi a credito (non bisogna scrivere nulla se non ci sono importi a credito da compensare). Bisogna poi compilare la riga Totale, inserendo negli appositi spazi le somme degli importi a debito e degli importi a credito presenti nella Sezione Erario e scrivendo la differenza tra questi importi nella casella Saldo. Non si devono compilare gli spazi relativi al codice ufficio e al codice atto.

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