Superenalotto applicazione: come funziona e quanto si guadagna

Il Superenalotto è molto probabilmente il gioco che fa sognare di più gli italiani: il suo ricchissimo jackpot spinge tantissime persone a fare la loro giocata, nella speranza di fare “6”. Per non rischiare di perdere l’appuntamento della fortuna è possibile utilizzare l’App Superenalotto, l’applicazione ufficiale che consente di giocare e controllare le vincite. Vediamo come funziona e quanto si guadagna.

Leggi tutto “Superenalotto applicazione: come funziona e quanto si guadagna”

Ugf banca: sede delle principali filiali, servizi e contatti per assistenza clienti

Il 23 febbraio del 2009 nacque UGF Banca, quella che sarebbe stata l’evoluzione di Unipol Banca. L’intenzione dei vertici del gruppo non era solo quello di cambiare nome all’istituto, ma quello di innovare il ruolo della banca, con un ampliamento e un miglioramento dell’offerta di servizi e consulenza. Ma oggi come stanno le cose? Vediamo quali sono le sedi delle principali filiali e come è possibile mettersi in contatto con il servizio di assistenza clienti.

La nascita e la scomparsa di UGF Banca

La nascita di UGF Banca rappresentava un passo importante nell’ambito dell’ampio progetto che avrebbe dovuto portare ad una maggiore forza ed identità all’intero Unipol Gruppo Finanziario. La banca infatti era stata creata per raggiungere una maggiore integrazione con UGF Merchant, UGF Leasing e le reti delle agenzie di assicurazione. Al momento del suo lancio, UGF Banca poteva contare 299 filiali sparse in 18 regioni; nella maggior parte dei casi le filiali erano integrate con le agenzie assicurative. La sede legale si trovava a Bologna, in Piazza della Costituzione 2.

Dopo poco più di due anni viene fatto un passo indietro: il primo luglio del 2011 UGF Banca torna ad essere Unipol Banca (cambiano anche le altre due società del gruppo, che diventano Unipol Merchant e Unipol Leasing). Nella parte finale del 2019 le cose cambiano ancora: il 25 novembre di quell’anno Unipol Banca diventa BPER Banca. Ai titolari di un conto corrente è quindi stato assegnato un nuovo numero di conto e un nuovo IBAN, anche se i bonifici e gli accrediti ed addebiti diretti venivano “dirottati” sul nuovo conto in automatico.

Il passaggio a BPER Banca: servizi e contatti assistenza clienti

I clienti di UGF Banca e Unipol Banca non hanno più potuto utilizzare il servizio di internet banking dei loro precedenti istituti di credito. Per passare al servizio offerto da BPER Banca era necessario seguie una procedura per poter ottenere delle nuove credenziali. Ovviamente sono cambiati anche i contatti per l’assistenza clienti; i vecchi clienti di UGF o Unipol Banca possono contattare BPER Banca:

  • telefonando al numero verde 800227788, attivao tutti i giorni, 24 ore su 24;
  • mandare un messaggio WhatsApp al numero +39 3667773911;
  • scrivere una email e mandarla all’indirizzo servizio.clienti@gurppobper.it;
  • sfruttare il servizio di chat online disponibile sul sito ufficiale www.bper.it.

Per trovare la filiale più vicina è possibile sfruttare la mappa interattiva presente sul sito dell’istituto. Vengono offerti servizi sia per i privati (prestiti, mutui, assicurazioni e previdenza, conti e libretti, carte, investimento e risparmio, servizi digitali) che per le imprese e i professionisti (finanziamenti, assicurazione e previdenza, conti correnti, carte, incassi e pagamenti, estero, gestione rischi, corporate finance e M&A advisory, gestione liquidità ed investimenti, servizi digitali).

Conto corrente postale: come aprirlo, quando conviene, costi di gestione e chiusura

Chi ha dei soldi e deve decidere dove depositarli per metterli al sicuro deve fare una scelta importante: è meglio optare per il classico conto corrente presso una banca oppure per il conto corrente postale? Vediamo quali sono le caratteristiche di questa opzione, quando conviene, come aprirlo e quali sono i suoi costi di gestione e di chiusura.

Quando conviene un conto corrente postale: le tipologie di conto

Dal punto di vista delle definizioni non ci sono grosse differenze: con il conto corrente postale, Poste Italiane custodisce i risparmi del cliente e li gestisce tramite l’utilizzo di servizi come il versamento e il prelievo in contanti e i pagamenti nei limiti del saldo disponibile. Anche al conto corrente postale si possono collegare ulteriori servizi come la carta di debito o di credito, gli assegni, i bonifici, il fido e gli addebiti diretti.

Ma allora quando conviene scegliere questa soluzione anziché il normale conto in banca? Come sempre prima di decidere su quale prodotto puntare è necessario fare un confronto delle loro caratteristiche e dei loro costi, in modo da individuare l’opzione più in linea con le proprie esigenze e con il proprio profilo.

Poste Italiane mette a disposizione due prodotti:

  • Conto di Base BancoPosta, offre i servizi essenziali di pagamento ed incasso. Nel canone sono inclusi una carta di debito e un numero di operazioni definito. La versione standard prevede un canone annuo di 30 euro (il conto è gratuito per chi ha un ISEE inferiore a 11.600 euro), ma c’è anche la versione per pensionati che ricevono trattamenti fino a 18.000 euro annui (il conto è gratuito ed include un numero fisso di operazioni);
  • Conto BancoPosta, disponibile in varie versioni:
    • Start Giovani (per chi ha meno di 30 anni), con canone mensile di 2 euro, include la carta di debito, l’accesso ai servizi di banca online tramite il sito poste.it e l’app BancoPosta, e i bonifici e postagiro online da app illimitati; sono inclusi anche un carnet di assegni all’anno, i prelievi dagli ATM Postamat. Per chi accredita lo stipendio sul conto o possiede una Postepay Evolution il canone mensile di riduce a 1 euro;
    • Start, adatto a chi ha una bassa operatività e non ha particolari esigenze finanziaria. Il canone mensile è di 6 euro ed include la carta di debito (anche per l’eventuale secondo intestatario), l’accesso ai servizi di banca online tramite il sito poste.it e l’app BancoPosta, un carnet di assegni all’anno, i prelievi dagli ATM Postamat. Per chi accredita lo stipendio sul conto o mantiene una giacenza mensile si almeno 3.000 euro il canone mensile di riduce rispettivamente a 5 o a 4 euro;
    • Medium, consigliato per chi ha una media operatività ed effettua numerosi pagamenti o trasferimenti di denaro. Il canone mensile di 7 euro include la carta di debito (anche per l’eventuale secondo intestatario), l’accesso ai servizi di banca online tramite il sito poste.it e l’app BancoPosta, i bonifici e i postagiro illimitati da app, un carnet di assegni all’anno, i prelievi dagli ATM Postamat. Per chi accredita lo stipendio sul conto o mantiene una giacenza mensile si almeno 3.000 euro il canone mensile di riduce rispettivamente a 6 o a 5 euro;
    • Plus, consigliato per i clienti con media o alta operatività, che sfruttano molto i pagamenti online e con carta di credito. Il canone mensile di 9 euro include la carta di debito (anche per l’eventuale secondo intestatario), l’accesso ai servizi di banca online tramite il sito poste.it e l’app BancoPosta, i bonifici e i postagiro illimitati da app, una carta di credito, un carnet di assegni all’anno, i prelievi dagli ATM Postamat. Per chi accredita lo stipendio sul conto o mantiene una giacenza mensile si almeno 3.000 euro il canone mensile di riduce rispettivamente a 8 o a 7 euro.

Come aprire il conto, costi di gestione e di chiusura

Per aprire un conto corrente postale è necessario recarsi presso un ufficio postale: ce ne sono più di 12.000 in tutto il territorio italiano. Per avere maggiori informazioni sulle varie tipologie di conto è possiile chiamare il servizio clienti al numero 800003322. Per conoscere più nel dettaglio quali sono i costi di un conto corrente postale è possibile consultare il foglio informativo. Per quanto riguarda il Conto BancoPosta nella versione Start (senza contare le condizioni di azzeramento e riduzione) le spese sono le seguenti:

  • spese di apertura conto: gratuite;
  • spese di tenuta conto: 106,20 euro, di cui 72 euro di canone (6 x 12) e massimo 34,20 euro per l’imposta di bollo (applicata solo per giacenze superiori ai 5.000 euro);
  • le operazioni di registrazione di addebitamenti ed accreditamenti sono gratuite;
  • carta di debito BancoPosta Mastercard: gratuita;
  • canone annuo per la carta di credito (opzionale): 37 euro per la carta Classica Principale, 55 euro per la carta Oro Principale;
  • carnet assegni: gratuito il primo blocchetto di ogni anno, 3 euro per quelli successivi;
  • home banking: gratuito;
  • Prelievo da ATM Postamat: gratuito;
  • Prelievo da altri ATM in Italia: 1,75 ero;
  • Bonifico SEPA allo sportello: 3,50 euro (10 euro se verso Svizzera, Principato di Monaco, Città del Vaticano, Principato di Andorra);
  • Bonifico SEPA tramite internet banking e app: 1,00 euro (7,50 euro + lo 0,15% dell’importo se verso Svizzera, Principato di Monaco, Città del Vaticano, Principato di Andorra);
  • Bonifico extra-SEPA tramite internet banking: 7,50 euro + lo 0,15% dell’importo;
  • addebito diretto SEPA: 0,40 euro;
  • ricarica Postepay: 1,00 euro.

Non sono previste spese di chiusura: il cliente può recedere dal contratto in ogni momento con una comunicazione scritta (da inviare con due mesi di anticipo se non c’è una giusta causa).

Bonus babysitter: come ottenerlo? Requisiti e documentazione

L’arrivo di un bambino in famiglia è sinonimo di tanta felicità, ma anche di tanti impegni e spese; per aiutare i nuovi genitori in questa particolare fase della loro vita sono state introdotte alcune misure: tra queste c’è anche il bonus babysitter. Scopriamo come ottenerlo andando a vedere quali sono i requisiti e la documentazione necessari per richiederlo.

Cos’è il bonus babysitter e quali sono i requisiti per ottenerlo

Il bonus babysitter dopo essere stato introdotto in via sperimentale ed essere stato prorogato di anno in anno da cinque Leggi Finanziarie, nel 2019 era stato bloccato. Con l’emergenza legata al Nuovo Coronavirus, nel corso del 2020 il bonus “resuscitato” dal decreto Cura Italia. Si tratta di una misura alternativa al congedo parentale straordinario che può essere richiesto dai genitori di bambini con età fino ai 12 anni (l’età fa riferimento alla data del 5 marzo 2020) che appartengono alle seguenti categorie:

  • lavoratori dipendenti;
  • lavoratori autonomi;
  • iscritti alla Gestione Separata;
  • dipendenti del settore sanitario pubblico o privato (operatori sociosanitari, infermieri, medici, tecnici di laboratorio biomedico o radiologia medica);
  • personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.

Per i dipendenti e gli autonomi il bonus babysitter ammonta a 600 euro, mentre per i dipendeni del settore sanitario e il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico il contributo ammonta a 1.000 euro. Non è possibile richiedere il bonus se uno dei due genitori è disoccupato oppure beneficia di altri strumenti di sostegno al reddito. Nella sua versione “oringinale”, il bonus prevedeva l’erogazione di voucher da 600 euro per un massimo di sei mesi.

Come fare richiesta e modalità di erogazione

Il bonus babysitter viene erogato attraverso il Libretto di Famiglia, quindi il genitore interessato a richiederlo deve innanzi tutto registrarsi tramite il sito dell’INPS alla piattaforma delle prestazioni occasionali. Per richiederlo bisogna accedere ai servizi online dell’INPS e seguire una procedura telematica. Per poter procedere in autonomia bisogna quindi avere le credenziali di accesso (PIN, SPID, CNS o CIE).

Chi non ne dispone, in questo periodo ha la possibilità di sfruttare la modalità semplificata: è possibile inoltrare la domanda inserendo anche solo la prima parte dell’INPS che si riceve tramite e mail o tramite SMS al momento della richiesta. Per la successiva fase dei pagamenti con Libretto Famiglia sarà comunque necessario disporre di un PIN dispositivo. In alternativa il bonus babysitter può essere richiesto anche:

  • tramite telefono, chiamando il Contact Center al numero 803164 (gratuito da rete fissa) oppure al numero 06164164 (numero a pagamento per chi chiama da cellulare);
  • rivolgendosi a patronati e intermediari abilitati.

Prezzo ferro al kg: quotazioni aggiornate, andamento sia di quello nuovo che vecchio

Sono tante le persone che hanno deciso di investire sulle commodities: tra queste c’è anche il ferro, il cui mercato può essere movimentato da attoria sia privati che statali e che per questo motivo può offrire interessanti opportunità; cerchiamo di capire qual è il prezzo del ferro al kg e diamo un’occhiata alle quotazioni aggiornate e al loro andamento per quanto riguarda il ferro nuovo e quello vecchio.

Come si stabilisce il prezzo del ferro al kg

Il ferro non viene di certo considerato un metallo prezioso alla stregua di oro ed argento, però viene tenuto in altissima considerazione perché è molto utilizzato nelle varie attività umane. La quotazione di questo metallo è ovviamente influenzato da:

  • domanda, proveniente soprattutto dai settori industriale ed edile; la domanda varia in base al livello di attività mondiale, con gli occhi puntati in particolar modo ai paesi in via di sviluppo (ma anche negli altri Stati la richiesta rimane elevata);
  • offerta; una buona quantità del ferro in circolazione arriva da un’attività di riciclo, ma anche il ferro nuovo riveste un ruolo fondamentale, quindi il prezzo è condizionato anche dallo stato dei giacimenti già esistenti e l’eventuale scoperta di nuovi.

Il prezzo del ferro al kg è poi legato a svariati fattori, come ad esempio le decisioni dei governi, gli sviluppi politici dei Paesi determinanti per la domanda o per l’offerta e così via.

Quotazione aggiornate ed andamento del ferro nuovo e vecchio

Nel 2019 c’è stato un evento importante (una vera e propria disgrazia soprattutto sul piano umano) che ha segnato in modo importante il mercato del ferro, ovvero il crollo di una miniera in Brasile. La riduzione degli approvvigionamenti ha fatto salire la quotazione del metallo, che se a febbraio non arrivava ai 70 dollari per tonnellata, in piena estate ha toccato il suo massimo, sfondando quota 120 dollari alla tonnellata.

Nella seconda parte dell’anno i prezzi si sono corretti e il 2019 si è chiuso con un prezzo del ferro intorno ai 90 dollari per tonnellata. Con il passare del tempo il mercato riuscirà a metabolizzare lo shock dell’anno scorso e si stabilizzerà: alcuni esperti prevedono una discesa del prezzo verso i 73 dollari entro il 2021, ma per il momento il ferro “tiene” con una quotazione tra gli 88 e gli 89 dollari alla tonnellata (quindi nel momento in cui scriviamo il prezzo del ferro al kg è di 0,08849 dollari).

È necessario aprire anche una finestra sul mercato del ferro vecchio; la quotazione di questo materiale varia molto in base a diversi fattori: il più importante è la purezza, nel senso che nella maggior parte dei casi il ferro vecchio quando viene venduto è associato ad altri materiali e metalli. Il prezzo del ferro vecchio al kg si può dire che prende spunto dalla quotazione ufficiale del metallo “nuovo”, ma risulta essere molto più basso: non esiste una regola fissa perché, come visto, sono tante le variabili in ballo, però giusto per dare un’idea si può dire che si aggira intorno ad un decimo del prezzo di borsa del metallo.

Valore immobiliare GEOPOI: come funziona e come viene effettuata la quotazione

Tramite l’Osservatorio del Mercato Immobiliare l’Agenzia delle Entrate segue l’andamento delle vendite e delle locazioni di abitazioni, uffici, negozi e capannoni ed ogni sei mesi aggiorna le sue quotazioni immobiliari di tutti i comuni italiani; esiste un servizio di navigazione che permette dii consultare il valore immobiliare: GEOPOI. Vediamo come funziona e come viene effettuata la valutazione.

Leggi tutto “Valore immobiliare GEOPOI: come funziona e come viene effettuata la quotazione”

Moneygram: cos’è e come funziona

Negli ultimi anni sono diventati sempre più importanti i servizi di trasferimento denaro; fino a non molto tempo fa infatti, oltre a vaglia e bonifico non c’erano molti strumenti per inviare dei soldi ad un’altra persona. Moneygram è una delle realtà più importanti in questo settore, visto che permette di trasferire denaro in più di duecento Paesi nel mondo. Vediamo meglio cos’è e come funziona.

Leggi tutto “Moneygram: cos’è e come funziona”

Assicurazione per autocarri: tutto quello che c’è da sapere sui costi

Come le automobili per circolare necessitano di una polizza RC auto, anche agli autocarri serve un’assicurazione per poter regolarmente transitare su strade pubbliche. Per questa categoria di mezzi sono state pensate delle soluzioni apposite, ideali per tutti quei veicoli con un peso non superiore ai 35 quintali.

Leggi tutto “Assicurazione per autocarri: tutto quello che c’è da sapere sui costi”

Pensionati a Tenerife: vantaggi e svantaggi, cosa prevede la legge?

Tanti italiani una volta lasciato il mondo del lavoro decidono di trascorrere gli anni della pensione in un altro paese: sono tanti i motivi che possono spingere una persona a prendere una scelta del genere e sono molte anche le destinazioni che vengono prese in considerazione; di certo una delle più gettonate le Isole Canarie: in questa pagina vedremo tutti i vantaggi e gli svantaggi per i pensionati a Tenerife e vedremo cosa prevede la legge.

Vantaggi e svantaggi per i pensionati a Tenerife

I pensionati a Tenerife non sono solo quelli italiani: la più grande delle Isole Canarie viene infatti spesso chiamata il paradiso dei pensionati europei! Ma perché? Quali sono i vantaggi di un trasferimento da quelle parti? Si potrebbe dire che a Tenerife c’è tutto: ottimi servizi, buona sanità, scuole efficienti (per chi desidera spostarsi con tutta la famiglia), centri commerciali, clima sempre godibile, bellezze naturali, spiagge e ottimi collegamenti con l’Italia. E poi c’è una delle tassazioni più basse dell’intero continente.

L’isola di Tenerife può essere idealmente divisa in due: la parte settentrionale è più ventilata e presenta temperature leggermente più basse, ma è anche la zona più verde, ideale per i pensionati che si vogliono dare al trekking o alle grandi passeggiate in mezzo alla natura; il costo degli affitti è più basso rispetto a quelli dell’area meridionale. Ma è Tenerife Sud il vero paradiso per i pensionati italiani (e non solo): città ricche di attrazioni, eventi culturali, locali, piazze, clima soleggiato e leggermente ventilato tutto l’anno, turismo a volontà; certo, dal punto di vista economico è la zona più impegnativa (soprattutto per quanto riguarda gli affitti), ma è un piccolo scotto da pagare per vivere in questo posto da sogno.

Regime fiscale ed agevolazioni per i residenti

Ma bastano questi motivi a spingere i pensionati a Tenerife? Ovviamente no, bisogna considerare anche il regime fiscale: la Isole Canarie godono di un regime speciale, completamente differente da quello vigente nel resto della Spagna. Per poter beneficiare di questo regime vantaggioso è però necessario avere la residenza fiscale (con presenza sul territorio dimostrabile) per almeno 183 giorni all’anno (anche non continuativi).

I residenti possono poi beneficiare di altre agevolazioni, come gli sconti sui trasporti tra le isole e con la Spagna continentale. I pensionati di ordine privato hanno diritto a richiedere la defiscalizzazione della pensione per evitare la doppia imposizione: in altre parole l’assegno dei pensionati italiani a Tenerife risulterà più alto di circa il 20%.

Il costo della vita alle Canarie non è molto basso come quello di altri Paesi in cui tanti pensionati decidono di trasferirsi, ma è comunque inferiore rispetto a quello italiano; non è difficile capire perché ci sono tanti pensionati a Tenerife se a questo aspetto ci aggiungiamo altri fattori come le tasse che sono le più basse d’Europa, il clima piacevole tutto l’anno, la gratuità e la bontà del servizio sanitario, la bellezza dell’isola, la tranquillità della vita e la relativa vicinanza all’Italia. I vantaggi sono tanti, mentre tra gli svantaggi dobbiamo inserire la necessità di imparare una nuova lingua.

Documenti necessari per trasferirsi nelle Isole Canarie

Per potersi trasferire a Tenerife è necessario avere con sé i seguenti documenti:

  • documento di identità in corso di validità (passaporto o carta di identità);
  • codice fiscale;
  • Empadronamiento, il documento rilasciato dal Comune in cui si abiterà, serve per certificare la presenza sul territorio; è importante procurarselo subito perché è necessario anche per ottenere il NIE;
  • Numero de Identitad de Extranjero (NIE), indispensabile per vivere a Tenerife per più di tre mesi;
  • assicurazione sanitaria privata e personale (facoltativa).

Legge di stabilità: cos’è e cosa prevede?

Tutti gli anni quando ci si avvicina alla parte finale dell’anno si sente parlare con sempre maggiore insistenza della Legge di Stabilità: sono davvero tante le notizie legate a questo provvedimento, quindi a volte si fa un po’ di fatica a capire di cosa si tratta. Cerchiamo di capire cos’è la Legge di Stabilità e cosa prevede.

Cos’è la Legge di Bilancio

Di solito la Legge di Stabilità viene definita come il più importante strumento della manovra di finanza pubblica insieme alla Legge di Bilancio. È stata introdotta nel 1978 con il nome di Legge Finanziaria, mentre la nuova denominazione è arrivata solo nel 2009. Con questa legge vendono introdotte le variazioni alle entrate e alle uscite delle Pubbliche Amministrazioni, in modo da restare coerenti con gli obiettivi programmatici di finanza pubblica stabiliti nel DEF (documento di programmazione).

La Legge di Stabilità è stata creata per aggirare il limite costituzionale che impedisce alla Legge di Bilancio (ovvero il documento preventivo con cui il Governo comunica al Parlamento le entrate e le spese pubbliche ce sono previste per l’anno successivo) di prevedere maggior spese o di introdurre nuovi tributi: le variazioni indicate nella Legge di Stabilità vengono poi immesse nella Legge di Bilancio tramite la Nota di Variazioni. Nel 2012 la Legge di Stabilità e la Legge di Bilancio sono state accorpate in un unico testo legislativo (la Nuova Legge di Bilancio), quindi i due provvedimenti, mantenendo comunque i loro caratteristici contenuti, seguono un unico iter parlamentare.

Cosa prevede la legge: struttura, contenuto e limiti

La Legge di Stabilità ha una struttura divisa in due parti:

  • parte normativa, dedicata alle variazioni delle entrate (che possono avvenire agendo sui saldi di finanzia pubblica in senso espansivo o in senso restrittivo) e alle variazioni delle spese (in questo caso si può agire solo in senso restrittivo, quindi producendo risparmi);
  • parte tabellare, contiene le rimodulazioni di stanziamenti di spesa.

La Legge può inoltre contenere lo stanziamento delle risorse relative ai rinnovi dei contratti nel pubblico impiego e le norme che fanno riferimento al patto di stabilità interno.

La legge di Stabilità deve rispettare due vincoli quantitativi:

  • l’effetto netto delle modifiche che introduce deve produrre un saldo coerente (quindi uguale o inferiore) a quello previsto dal documento di programmazione;
  • i maggiori oneri correnti previsti dalla Legge devono trovare la loro copertura in risparmi di spesa oppure in aumenti di entrata di natura corrente.

Rispetto al passato il testo della legge è diventato più snello, visto che molti aspetti vengono disciplinati al di fuori della norma con i cosiddetti Decreti collegati alla Legge di Bilancio.