Prezzo Petrolio (quotazione oggi 13 Dicembre): dopo accordo sul taglio di produzione, il brent vola sui massimi, le previsioni

petrolio-quotazioneIl prezzo del petrolio, e la sua previsione di quotazione, continuano a crescere. Il tanto atteso accordo sul taglio della produzione di petrolio è finalmente arrivato, ed il prezzo del greggio oggi vola in Borsa, con il Brent a quota 57,8 dollari ed il Wti a 54,5 dollari al barile. Dopo che le Borse di tutto il mondo avevano ricevuto tiepidamente la notizia sul taglio della produzione di petrolio all’interno dei Paesi Opec, con la riunione a Doha che a portato all’allargamento della decisione ai Paesi non Opec i mercati sembrano finalmente credere alle decisioni prese.

Il gruppo dei Paesi che hanno stretto questo accordo è guidato dall’Arabia Saudita e dalla Russia, mentre i grandi auto esclusi sono il Brasile, per motivi economici, e gli USA ed il Canada per motivazioni più che altro politiche.

Se dovessero essere rispettati i termini dell’accordo, potrebbe trattarsi di un evento storico per il Mercato del greggio, con la produzione che potrebbe scendere sotto i 10 milioni di barili al giorno, cosa che non succedeva da marzo del 2015.

L’operazione è imponente, ma bisognerà vedere se il coordinamento tra i vari Paesi andrà a buon fine, soprattutto in caso di aggravamento della crisi economica o di peggioramento della situazione finanziaria di alcuni dei Paesi coinvolti.

PREZZO PETROLIO OGGI: IN ATTESA DELLA POLITICA DI TRUMP

La storica decisione presa sembra essere finalmente la prima vera risposta alle politiche energetiche degli Stati Uniti, che hanno messo in crisi tutto il mercato, insieme anche allo stoccaggio di riserve ed al rallentamento dell’economia cinese.

Ora bisognerà stare a vedere quali saranno le decisioni in merito dell’America di Donald Trump, e se la sua simpatia per la Russia di Vladimir Putin sortirà alcun effetto sulle politiche energetiche degli USA.

Per i momento gli USA stanno a guardare, accompagnati dallo storico alleato Canada e dal Brasile sempre più in crisi economica, mentre gli altri Paesi affilano le armi e dichiarano guerra.

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