Cosa si può detrarre sulla dichiarazione dei redditi di una ditta individuale?

Per chi decide di avviare un’attività e diventare imprenditore la forma giuridica più semplice da scegliere è quella di ditta individuale: l’imprenditore è l’unico responsabile dell’attività (non esiste una separazione tra l’azienda e la persona, che è responsabile con il proprio patrimonio per gli eventuali debiti dell’attività), ma non esistono dei particolari requisiti o dei capitali minimi per costituire la ditta; molte persone però hanno dei dubbi su cosa si può detrarre sulla dichiarazione dei debiti di una ditta individuale.

Ditta individuale con partita IVA: cosa scaricare dalla dichiarazione dei redditi?

Per avviare una ditta individuale è necessario aprire la partita IVA: per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi, chi ha una partita IVA può beneficiare delle detrazioni e deduzioni previste per tutti i contribuenti (quindi spese sanitarie, figli a carico, rate del mutuo e così via) e può scaricare altri costi legati alla sua attività. Ricordiamo però che queste agevolazioni sono legate a determinati requisiti e non riguardano tutti i titolari di partita IVA alla stessa materia. Ad ogni modo tra le spese che si possono scaricare troviamo:

  • i costi per l’acquisto di beni strumentali per lo svolgimento della sua attività;
  • le quote di ammortamento dei beni strumentali (se il loro costo può essere ripartito in più anni di esercizio di può scaricare per ogni ammortamento una percentuale del prezzo pagato);
  • i canoni di locazione sia dei locali che dei beni strumentali;
  • le spese per l’erogazione degli stipendi o delle collaborazioni e le spese per compensi pagati a terzi (ad esempio notaio, commercialista, consulenti…) per lo svolgimento dell’attività;
  • i consumi dell’energia elettrica e per canoni o abbonamenti del telefono, di internet o di riviste e libri utili all’attività;
  • le spese per il carburante e per la manutenzione dell’auto di lavoro;
  • le spese per l’allestimento o la partecipazione a mostre, fiere, eventi, corsi, conferenze…;
  • le spese di pubblicità e rappresentanza;
  • le spese per i servizi bancari;
  • le spese per la cancelleria necessarie per l’attività.

Detrazioni o deduzioni?

Ovviamente questo e un elenco generico: chi è interessato all’argomento dovrebbe approfondire meglio la questione spulciando tra i siti specializzati e i testi specifici sulla materia o rivolgendosi ad un esperto del settore. Ricordiamo che quelle presenti nell’elenco sono voci deducibili: detrazioni e deduzioni sono entrambe agevolazioni fiscali, ma mentre le prime consistono in abbattimenti dell’imposta lorda pari a determinate percentuali dell’onere detraibile, le seconde portano ad una riduzione diretta della base imponibile.

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