25 miliardi di euro, la somma totale prevista dal Decreto Cura Italia del 17 marzo 2020 per sostenere le famiglie e le imprese colpite non solo dall’emergenza sanitaria ma anche dalla crisi economica. Vediamo nei particolari cosa prevede il decreto.

Decreto Cura Italia: cosa prevede

“Una manovra economica poderosa” così definisce Il Decreto “Cura Italia il Presidente del Consiglio Conte. Si tratta del Decreto n.18 del 17 marzo 2020, detto anche “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Le tematiche su cui interviene questo decreto sono quattro:

  • Potenziamento del Sistema sanitario nazionale, della Protezione Civile e di altri soggetti pubblici impegnati nell’emergenza, per un aiuto di 3 miliardi
  • Sostegno all’occupazione e ai lavoratori, per un totale di 10 miliardi
  • Sospensione di rate e mutui per garantire più liquidità a famiglie e imprese
  • Sospensione degli obblighi di versamento per tributi per il mese di marzo

Per quanto riguarda il primo punto, sono previste 20mila assunzioni nel SSN, un incremento di 1,65 miliardi del Fondo emergenze nazionali, un aumento dei posti letto in terapia intensiva e fondi per il pagamento di straordinari per le Forze di polizia, Forze armate, Polizia penitenziaria e Vigili del fuoco. La Protezione Civile avrà a sua disposizione alberghi e dispositivi medici e potrà mettere le cliniche private a disposizione degli ospedali pubblici. I fondi aggiuntivi serviranno a finanziare l’acquisizione di: forniture, strutture, macchinari e personale.

Riguardo alla sospensione relativa ai tributi si attende una proroga fino al 31 maggio per le attività con fatturato inferiore a 2 milioni di euro e senza limiti di fatturato per i settori come turismo, ristorazione e trasporti: i settori che hanno subito maggiormente la crisi. Nel caso delle PMI si procede con l’incremento del fondo di garanzia per l’accesso e la ristrutturazione del credito. L’obiettivo è quello di movimentare fondi per 350 miliardi di euro.

Fondi anche per i genitori per aiutarli nell’accudimento dei propri figli a causa della chiusura delle scuole. Sono due le alternative messe a disposizione delle famiglie: 15 giorni di congedo utilizzabile da uno dei genitori con bambini fino a 12 anni di età (con retribuzione al 50%) oppure un voucher da 600 euro per la spesa in servizi di baby sitting.

Il bonus di 600 euro

La misura che ha fatto più discutere riguarda il sostegno alle partite Iva e Notizie.it spiega nel dettaglio come richiedere il bonus di 600 euro. Per quanto riguarda questo aspetto, è prevista appunto un’indennità, dapprima una tantum e poi un sostegno mensile fino alla fine dell’emergenza. La somma spetta a lavoratori autonomi, professionisti con Partita Iva, lavoratori con contratto co.co.co., stagionali, lavoratori nei settori turismo, agricolo, termale e dello spettacolo con reddito inferiore a 50 mila euro. Le domande saranno da effettuarsi all’INPS dal 1 aprile.

Non sono mancate però le proteste, soprattutto per la mancanza di sussidi e di liquidità ai lavoratori e alle imprese. Per questo il Governo sta già lavorando a delle migliorie che saranno attuate nei prossimi decreti legge. Il primo obiettivo sarà evitare tensioni sociali, in particolare nel Sud, inviando ai comuni risorse per aiutare chi non ha le possibilità economiche per fare la spesa. Secondo obiettivo: allargare, con un nuovo decreto legge i sostegni a chi è rimasto fuori dai primi interventi del decreto Cura Italia e terzo punto sarà dare continuità e rafforzare i sostegni già messi in campo per famiglie, lavoratori e imprese.

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