Tutti gli anni quando ci si avvicina alla parte finale dell’anno si sente parlare con sempre maggiore insistenza della Legge di Stabilità: sono davvero tante le notizie legate a questo provvedimento, quindi a volte si fa un po’ di fatica a capire di cosa si tratta. Cerchiamo di capire cos’è la Legge di Stabilità e cosa prevede.

Cos’è la Legge di Bilancio

Di solito la Legge di Stabilità viene definita come il più importante strumento della manovra di finanza pubblica insieme alla Legge di Bilancio. È stata introdotta nel 1978 con il nome di Legge Finanziaria, mentre la nuova denominazione è arrivata solo nel 2009. Con questa legge vendono introdotte le variazioni alle entrate e alle uscite delle Pubbliche Amministrazioni, in modo da restare coerenti con gli obiettivi programmatici di finanza pubblica stabiliti nel DEF (documento di programmazione).

La Legge di Stabilità è stata creata per aggirare il limite costituzionale che impedisce alla Legge di Bilancio (ovvero il documento preventivo con cui il Governo comunica al Parlamento le entrate e le spese pubbliche ce sono previste per l’anno successivo) di prevedere maggior spese o di introdurre nuovi tributi: le variazioni indicate nella Legge di Stabilità vengono poi immesse nella Legge di Bilancio tramite la Nota di Variazioni. Nel 2012 la Legge di Stabilità e la Legge di Bilancio sono state accorpate in un unico testo legislativo (la Nuova Legge di Bilancio), quindi i due provvedimenti, mantenendo comunque i loro caratteristici contenuti, seguono un unico iter parlamentare.

Cosa prevede la legge: struttura, contenuto e limiti

La Legge di Stabilità ha una struttura divisa in due parti:

  • parte normativa, dedicata alle variazioni delle entrate (che possono avvenire agendo sui saldi di finanzia pubblica in senso espansivo o in senso restrittivo) e alle variazioni delle spese (in questo caso si può agire solo in senso restrittivo, quindi producendo risparmi);
  • parte tabellare, contiene le rimodulazioni di stanziamenti di spesa.

La Legge può inoltre contenere lo stanziamento delle risorse relative ai rinnovi dei contratti nel pubblico impiego e le norme che fanno riferimento al patto di stabilità interno.

La legge di Stabilità deve rispettare due vincoli quantitativi:

  • l’effetto netto delle modifiche che introduce deve produrre un saldo coerente (quindi uguale o inferiore) a quello previsto dal documento di programmazione;
  • i maggiori oneri correnti previsti dalla Legge devono trovare la loro copertura in risparmi di spesa oppure in aumenti di entrata di natura corrente.

Rispetto al passato il testo della legge è diventato più snello, visto che molti aspetti vengono disciplinati al di fuori della norma con i cosiddetti Decreti collegati alla Legge di Bilancio.

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