Purtroppo capita spesso di avere a che fare con condomini morosi o insolventi: c’è chi fa di tutto per regolarizzare la propria posizione e chi invece continua a non pagare le spese condominiali arretrate. Cosa si deve fare per pagarle e sistemare tutto e invece quali sono i rischi per insolvenza a chi va incontro chi non salda il proprio debito?

I rischi per il condomino insolvente

Entro 180 giorni dalle fine della gestione deve essere convocata un’assemblea per l’approvazione del rendiconto. Entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio l’amministratore deve anche riscuotere le somme dovute dagli obbligati. Dopo aver inviato uno o più solleciti, se non vengono rispettati i termini indicati nell’avviso, l’amministratore può procedere con la riscossione forzosa. In caso di insolvenza, quindi, l’amministratore ha l’obbligo di agire per vie legali e può arrivare ad intraprendere una procedura esecutiva per recuperare il credito.

Il meccanismo parte con la richiesta di un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo; la notifica dell’atto di precetto arriva quindi nel giro di pochi giorni (non bisogna attendere i canonici 40 giorni). Inizia così un’azione esecutiva, che potrebbe portare all’espropriazione forzata dei beni mobili del debitore; nei casi più gravi si può arrivare addirittura al pignoramento immobiliare. L’assemblea potrebbe anche decidere di sospendere le azioni esecutive, anche se temporaneamente, però la decisione deve essere espressamente verbalizzata.

Come fare per pagare le spese condominiali arretrate

Insomma, non è affatto il caso di sottovalutare le spese condominiali arretrate! Chi vuole regolarizzare la propria situazione prima di arrivare alla riscossione forzosa non deve fare altro che saldare il suo debito, versando ai creditori quanto gli spetta. Il tutto prima che l’amministratore passi dai solleciti alle vie legali. Se le somme in ballo sono troppo alte per essere gestite è possibile cercare di rinegoziare il debito. È previsto infatti che i creditori del condominio possano agire nei confronti dei condomini in regola con i pagamenti solo dopo l’escussione dei condomini morosi.

È l’amministratore (che se non si comporta in modo adeguato rischia di essere revocato e di subire un’azione di responsabilità da parte dei creditori) a comunicare ai fornitori non soddisfatti i nomi e i dati dei condomini non in regola. Nel caso in cui non ci siano le risorse per pagare quanto dovuto, è possibile ricorrere alla vendita dell’immobile, ma questo va fatto prima che si arrivi all’asta giudiziaria. Con la vendita all’asta infatti si perde l’immobile e non c’è la certezza di riuscire a ripagare del tutto i creditori, quindi alcune spese condominiali arretrate potrebbero restare sul groppone del condomino moroso.

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