Prestiti online da 3000 euro: come ottenerli, proposte migliori, calcolo rata e tempi di restituzione

Forse in tanti non ci credono, ma la domanda di prestiti online da 3000 euro è abbastanza alta: non tutti quelli che vanno alla ricerca di un finanziamento hanno bisogno di cifre particolarmente alte. Può capitare infatti che si decida di rivolgersi a banche e finanziare per ottenere importi abbastanza contenuti, ma che permettano di gestire con maggiore serenità e tranquillità una spesa o un periodo in cui c’è necessità di liquidità. Vediamo come è possibile ottenere prestiti di questo tipo, scopriamo come effettuare il calcolo della rata e diamo un’occhiata alle proposte presenti sul mercato per capire quali sono le migliori per condizioni applicate e tempi di restituzione.

Quali sono le proposte migliori relative a prestiti online da 3000 euro

La richiesta di prestiti online da 3000 euro permette di entrare in possesso delle somme di cui si ha bisogno in tempi molto ristretti: la procedura si svolge interamente tramite internet e visto che la somma in ballo è abbastanza bassa la fase di istruttoria è molto più rapida. Sono davvero tanti gli istituti che erogano prestiti online di questo tipo: per trovare la soluzione migliore è necessario fare un confronto tra le varie soluzioni disponibili sul mercato. Per avere delle informazioni più dettagliate è possibile farsi un giro tra i siti web ufficiali delle banche e delle finanziarie (molte di loro permettono anche di ottenere un preventivo sfruttando un simulatore) oppure visitare i siti comparatori, che con un’unica ricerca consentono di fare un paragone immediato tra molte soluzioni.

Proprio utilizzando uno di questi siti è possibile scoprire che nel momento in cui scriviamo le proposte migliori relative ai prestiti online da 3000 euro sono quelle di:

  • Younited Credit, che con il suo prestito personale permette di ottenere 3000 euro da restituire in 60 mesi con rate da 58,75 euro; con il TAN fisso al 4,63% e il TAEG al 6,74% il cliente dovrà in tutto versare 3.525 euro;
  • Cofidis, che con il suo prestito personale permette di ottenere 3000 euro da restituire in 60 mesi con rate da 58,35 euro; con il TAN fisso al 6,25% e il TAEG al 6,77% il cliente dovrà in tutto versare 3.525 euro;
  • ConTe, che con il suo prestito personale permette di ottenere 3000 euro da restituire in 60 mesi con rate da 58,81 euro; con il TAN fisso al 4,63% e il TAEG al 6,78% il cliente dovrà in tutto versare 3.529 euro;
  • Findomestic, che con il suo prestito Credito I Tuoi Progetti permette di ottenere 3000 euro da restituire in 60 mesi con rate da 60,33 euro; con il TAN fisso al 7,65% e il TAEG al 7,92% il cliente dovrà in tutto versare 3.620 euro;
  • Compass, che con il suo prestito personale permette di ottenere 3000 euro da restituire in 60 mesi con rate da 64,23 euro; con il TAN fisso al 9,90% e il TAEG all’11,72% il cliente dovrà in tutto versare 3.924 euro.

Tempi di restituzione, calcolo della rata e tassi applicati

Ma quella di 60 mesi non è l’unica durata disponibile del piano di rimborso: sfruttando i simulatori presenti sui siti web di molte banche e finanziarie è possibile scoprire tutte le combinazioni di importo della rata e durata del prestito tra cui scegliere. Per capire come funzionano questi simulatori che permettono di calcolare l’importo della rata andiamo a vedere il sito di Agos, altra finanziaria molto nota e presente su tutto il territorio italiano. È sufficiente andare su www.agos.it per trovare in homepage questo calcolatore: bisogna selezionare l’importo che si intende richiedere ed il gioco è fatto:

per quanto riguarda un prestito da 3000 euro richiesto online i tempi di restituzione possibili sono

  • 6 mesi, con rate da 508,64 euro, con TAN 5,91% e TAEG 6,07%;
  • 9 mesi, con rate da 341,58 euro, con TAN 5,90% e TAEG 6,07%;
  • 12 mesi, con rate da 258,06 euro, con TAN 5,90% e TAEG 6,07%;
  • 15 mesi, con rate da 207,96 euro, con TAN 5,91% e TAEG 6,07%;
  • 18 mesi, con rate da 174,56 euro, con TAN 5,91% e TAEG 6,07%;
  • 21 mesi, con rate da 150,71 euro, con TAN 5,91% e TAEG 6,07%;
  • 24 mesi, con rate da 132,83 euro, con TAN 5,91% e TAEG 6,07%;
  • 36 mesi, con rate da 91,13 euro, con TAN 5,90% e TAEG 6,07%.

I simulatori hanno tutti un funzionamento abbastanza simile: Findomestic richiede anche di indicare il progetto che si intende realizzare, ma per il resto non cambia granché; per un prestito online di 3000 euro richiesto per “progetti vari” si può scegliere tra i seguenti tempi di restituzione:

  • 18 mesi, con rate da 175,40 euro, con TAN 6,48% e TAEG 6,68%;
  • 24 mesi, con rate da 133,60 euro, con TAN 6,47% e TAEG 6,66%;
  • 30 mesi, con rate da 108,60 euro, con TAN 6,48% e TAEG 6,68%;
  • 36 mesi, con rate da 91,90 euro, con TAN 6,46% e TAEG 6,66%;
  • 42 mesi, con rate da 80,00 euro, con TAN 6,46% e TAEG 6,65%;
  • 48 mesi, con rate da 71,10 euro, con TAN 6,46% e TAEG 6,66%;
  • 54 mesi, con rate da 65,90 euro, con TAN 7,69% e TAEG 7,96%;
  • 60 mesi, con rate da 60,40 euro, con TAN 7,70% e TAEG 7,97%;
  • 66 mesi, con rate da 55,90 euro, con TAN 7,69% e TAEG 7,97%;
  • 72 mesi, con rate da 52,10 euro, con TAN 7,65% e TAEG 7,93%.

Come ottenere i prestiti online da 3000 euro: requisiti e documenti

Una volta individuata la soluzione che si ritiene migliore è possibile procedere con la richiesta del prestito online da 3000 euro: dopo aver selezionato l’opzione preferita basta cliccare su Richiedi il finanziamento (il nome del bottone può cambiare leggermente da un sito all’altro) per avviare la procedura di richiesta, che prevede la compilazione di alcuni moduli e il caricamento dei documenti necessari. Durante la fase di richiesta bisogna assolutamente avere a portata di mano un documento di identità, il codice fiscale e il documento di reddito, che può essere sia la busta paga del lavoratore dipendente che la dichiarazione dei redditi del lavoratore autonomo o il cedolino della pensione del pensionato. Controllando questi documenti e facendo un controllo sulle banche dati a loro disposizione le finanziarie e le banche si accertano della presenza di tutti i requisiti richiesti:

  • bisogna aver la residenza in Italia;
  • bisogna avere almeno 18 anni al momento della richiesta e non più di 75 anni alla fine del piano di rimborso;
  • bisogna percepire un reddito dimostrabile;
  • non bisogna risultare cattivo pagatore o protestato.

La risposta alla domanda di finanziamento arriva nell’arco di 24 o 48 ore: se è positiva non bisogna attendere molto per ricevere i 300 euro richiesti sul proprio conto corrente.

Come risparmiare sulla spesa: consigli utili e tecniche infallibili

A chi non è capitato di fare la spesa e scoprire poi alla cassa di dover sborsare somme più alte di quelle che ci si aspettava? La spesa è una voce importante del bilancio familiare, quindi è normale che siano tantissime le persone che cercano nuovi modi per risparmiare qualcosa. In questa pagina sono riportati consigli utili e tecniche infallibili per dare una risposta definitiva alla domanda: come risparmiare sulla spesa?

Consigli utili su come risparmiare sulla spesa

Troppo spesso si va a fare la spesa senza alcuna organizzazione e alla fine si riempie il carrello di cose inutili e costose. La prima cosa da fare è quindi fare una lista della spesa (inserendo solo le cose che servono davvero) e rispettarla quando si è al supermercato: in questo modo non ci si fa distrarre dai prodotti attraenti ma inutili e non si corre il rischio di dimenticare di prendere quello per cui si era usciti di casa. Più la lista è dettagliata e più facile sarà fare una spesa precisa, senza sprechi e senza sperare denaro inutilmente.

Si può risparmiare sulla spesa anche portandosi le buste da casa: in questo modo si eviterà di pagare per i sacchetti alla cassa (tra l’altro il più delle volte questi sacchetti sono destinati a distruggersi nel giro di pochi istanti). Fare tutta la spesa al supermercato di sicuro presenta diversi vantaggi: oltre alla possibilità di beneficiare di offerte e promozioni (con ulteriori vantaggi per chi aderisce ai vari programmi fedeltà) consente di avere una maggiore scelta di prodotti, sia per quanto riguarda il formano delle confezioni che per quanto riguarda le marche. Dando uno sguardo ai vari volantini che arrivano ogni settimane è possibile individuare dove si trovano le migliori offerte del momento.

Le tecniche infallibili per non buttare via soldi

Fare la spesa al supermercato però presenta anche dei “pericoli” per il risparmio: l’ampia scelta è sicuramente un vantaggio, ma può anche invogliare a comprare cose che non sono sulla lista; bisogna quindi essere bravi a non cadere in tentazione e a rispettare il rigoroso elenco. Andando nei discount si possono trovare prodotti che non hanno nulla da invidiare a quelli dei brand più prestigiosi. Per quanto riguarda invece la frutta e la verdura l’opzione migliore è rappresentata dal mercato, magari andandoci spesso (due o tre volte a settimana) e acquistando poco ogni volta, preferendo sempre i prodotti di stagione.

Gli elogi fatti alla grande distribuzione non devono però far dimenticare del tutto i negozietti sotto casa (quei pochi che esistono ancora): il salumiere, il macellaio o il pescivendolo di fiducia sono ancora i migliori luoghi dove acquistare prodotti freschi e non surgelati. Si può risparmiare sulla spesa anche non buttando gli avanzi, ma riutilizzandoli: ad esempio, la pasta avanzata da pranzo si può utilizzare per fare una frittata a cena. Quando si compra una cosa è sempre opportuno controllare la data di scadenza (se questa è troppo vicina si corre il rischio di dover buttare l’articolo e questo non è certo quello che vogliamo). Bisognerebbe sempre fare i confronti dei prezzi al chilo e sarebbe meglio andare a fare la spesa a stomaco pieno, in modo da non farsi influenzare troppo dalla fame.

Incidente con patente scaduta: cosa prevede la legge?

La fretta di tutti i giorni a volte ci spinge a dimenticare anche le date più importanti: c’è chi si dimentica il compleanno di amici o parenti, chi dimentica il giorno dell’anniversario di matrimonio e chi invece si scorda della scadenza della patente. Circolare con la licenza di guida è un’importante violazione del Codice della strada, ma più precisamente cosa prevede la legge in caso di incidente con patente scaduta?

Guida con la patente scaduta: cosa prevede la legge?

Partiamo da un presupposto: la patente deve essere rinnovata ogni dieci anni finché non si compiono i cinquant’anni di età, poi bisognerà rinnovarla ogni cinque anni; l’intervallo tra una scadenza e l’altra si riduce a tre anni quando si superano i 70 anni e scende a due anni quando si raggiungono gli 80 anni. La legge non stabilisce un limite anagrafico massimo, però è ovvio che con il passare degli anni diventerà sempre più difficile superare le visite mediche necessarie per ottenere il rinnovo della licenza.

Per chi circola con la patente scaduta sono previste due sanzioni: una è pecuniaria, e consiste in una multa che può andare da un minimo di 160 euro fino ad un massimo di 644 euro (l’importo definitivo viene stabilito dalle forze dell’ordine tenendo conto di diversi fattori, come la circostanza, l’eventuale eccezionalità del fatto e il livello di rischio). La seconda sanzione invece è il ritiro della patente scaduta: gli agenti hanno il dovere di trattenere il documento che non è più in corso di validità e l’automobilista ha dieci giorni di tempo per sottoporsi alla visita medica e ritirare la patente presso il comando della polizia locale (se non rispetta questo limite i tempi per ottenere la licenza si allungano, visto che il documento verrà consegnato alla Prefettura).

Conseguenze in caso di incidente con patente scaduta

Ma cosa succede in caso di incidente con patente scaduta? È scontato che si va incontro alle due sanzioni di cui abbiamo parlato in precedenza e poi se vengono provocati dei danni a cosa o persone si rischiano conseguenze sia a livello civile che a livello penale. Inoltre le compagnie assicurative si rifiuteranno di pagare per i danni causati da un automobilista che guida con la patente scaduta, quindi tutte le spese del caso saranno a suo carico. Il rinnovo della patente ha un costo complessivo che si aggira tra gli 80 e i 130 euro: basterebbe una spesa contenuta e un po’ di attenzione nel rispetto delle scadenze per evitare tutte le spiacevoli conseguenze di cui abbiamo parlato fino ad ora!

Cambio euro corona norvegese: conversione, tassi e valute

Sono molte le persone che sono interessate al cambio euro corona norvegese: a parte le persone che operano nel mondo del Forex trading, tanti cercano informazioni di questo tipo perché sono interessati a fare una vacanza o addirittura a trasferirsi in questo affascinante Paese del Nord Europa. Ma quali sono i tassi di cambio attuali e dove conviene fare la conversione tra le due valute?

Informazioni utili sulla valuta norvegese

Sia a livello culturale che a livello ambientale la Norvegia ha tantissimo da offrire: sono tanti gli italiani che scelgono questo Paese come meta delle loro vacanze, ma sono tanti anche quelli che, attirati dall’elevato tenore di vita norvegese, decidono di spostarvici definitivamente. Bisogna comunque tenere a mente che i prezzi da quelle parti sono abbastanza alti e che quindi si devono valutare con attenzione diverse cose: tra queste c’è anche il cambio euro corona norvegese.

Piccola curiosità su questa moneta: la corona è stata introdotta nel 1875 come moneta unitaria scandinava (la Svezia e la Danimarca avevano aderito a questa unione monetaria un paio di anni prima); dopo lo scioglimento di questa unione monetaria nei tre Paesi venero introdotte tre distinte valute, che hanno comunque mantenuto il nome corona.

La corona norvegese (krone in lingua originale) circola in diversi formati di monete e banconote: per quanto riguarda le monete sono disponibili quelle da 50 øre (ovvero i centesimi di corona) e quelle da 1, 5, 10 e 20 corone; per quanto riguarda le banconote invece sono in circolazione i tagli da 50, 100. 200, 500 e 1000 corone norvegesi. Molti negozi in Norvegia accettano i pagamenti in euro, però anche questa comodità può rappresentare un costo, visto che il tasso di cambio applicato in questi esercizi può essere molto diverso da quello che è il vero tasso di cambio di mercato.

Tasso di cambio euro corona norvegese: dove effettuare la conversione?

Nel momento in cui scriviamo il cambio euro corona norvegese è di 9.913: questo significa che un euro vale quasi dieci corone norvegesi. Bisogna considerare però che il valore della moneta norvegese può variare parecchio di anno in anno nei confronti delle altre valute: questa volatilità è legata principalmente ai tassi di interesse e ai cambiamenti del prezzo del petrolio.

Molte persone scelgono di cambiare un po’ di soldi prima di partire, mentre altri decidono di fare la conversione una volta arrivati a destinazione: in aeroporto si possono trovare li uffici di cambio, ma anche in albergo sarà possibile effettuare il cambio euro corone norvegesi (anche se difficilmente il tasso adottato sarà conveniente). Si può fare un giro alla ricerca di un ufficio di cambio che applica condizioni più favorevoli oppure prelevare da un bancomat.

Bonifico postale: come si esegue correttamente? La guida per principianti

I titolari di un conto corrente BancoPosta hanno la possibilità di trasferire denaro eseguendo bonifici e postagiro; la procedura da seguire è semplice, ma chi si trova ad eseguirla per la prima volta potrebbe incontrare qualche difficoltà: in questa sorta di guida per principianti vedremo come si esegue correttamente un bonifico postale.

Dove e come si esegue un bonifico postale?

Si può effettuare un bonifico postale sia recandosi presso lo sportello di un ufficio postale che utilizzando gli strumenti telematici (applicazione e sito).

  • Presso un ufficio postale: quando arriva il proprio turno bisogna dire all’impiegato che si desidera fare un bonifico postale; bisognerà quindi compilare un modulo in cui si devono inserire i dati necessari (dati anagrafici di chi esegue il trasferimento di denaro, IBAN e paese di residenza del destinatario e somma da trasferire) e al termine dell’operazione si riceve una ricevuta ce attesta l’esecuzione dell’operazione; le somme da trasferire si possono dare in contanti oppure con bancomat o carta di credito di qualsiasi istituto oppure con addebito su conto BancoPosta;
  • tramite il sito www.poste.it: i titolari di conto BancoPosta che hanno attivato i servizi di home banking possono accedere all’area riservata del sito inserendo le proprie credenziali; una volta entrati nella sezione relativa ai pagamenti e trasferimenti di denaro potranno eseguire il bonifico immettendo i dati richiesti nel modulo online; l’operazione è semplicissima;
  • tramite smartphone o tablet con l’applicazione ufficiale di Poste Italiane: anche in questo caso bisognerà inserire i dati richiesti nell’apposito modulo per portare a termine la procedura.

Tempistiche e limiti di importo: la guida per principianti

Le somme che si intendono trasferire verranno accreditate sul conto corrente del beneficiario entro il giorno successivo a quello della disposizione dell’ordine (ovviamene solo se l’ordine viene trasmesso entro gli orari operativi). Sono previsti dei limiti di importo che variano in base alla modalità di esecuzione: chi ha scelto di eseguire il bonifico postale direttamente presso un ufficio non ha limiti di importo, mentre chi lo fa tramite internet banking non può trasferire più di 15.000 euro con una sola operazione (ma non c sono limiti di spesa giornalieri) e chi lo fa tramite applicazione deve rispettare il limite di 5.000 euro (valido sia per la singola operazione che come massimo giornaliero). I bonifici che prevedono un trasferimento di denaro da un conto BancoPosta ad un altro conto BancoPosta di chiamano Postagiro e vengono fatti con procedure analoghe ai normali bonifici.

Carta n26: cos’è, come attivarla, vantaggi e svantaggi

L’avvento del web ha portato una profonda trasformazione anche nel mondo delle banche: sono nati istituti che offrono i loro servizi esclusivamente online, riducendo al minimo i costi; nel 2015 è nata la banca N26: oggi l’istituto conta tre milioni e mezzo di clienti ed è presente in 26 Paesi; spesso si sente nominare la carta N26, ma non tutti sanno cos’è. Vediamo come attivarla, quali son le sue caratteristiche e i suoi vantaggi e svantaggi.

Cos’è Carta N26

Il conto corrente N26 viene interamente gestito online (anche solo da mobile) ed include una carta di debito Mastercard gratuita con cui è possibile effettuare acquisti in tutto il mondo. Tramite l’applicazione ufficiale è possibile impostare i limiti di prelievo e di pagamento tramite, modificare il PIN ed eventualmente bloccare e sbloccare la carta N26. Pur essendo un prodotto gestito interamente online, il conto N26 presenta un elevato standard di sicurezza: il sistema di difesa 3D Secure mette al riparo dalle frodi e le notifiche push dopo ogni transazione permettono di avere sotto controllo tutti i movimenti sul conto e sulla carta N26; inoltre sui telefono che supportano questa funzionalità è possibile accedere il conto usando l’impronta digitale (senza quindi dover digitare ogni volta la password) e la carta può essere bloccata con un semplice clic in caso di smarrimento.

Come attivarla

La carta N26 si riceve quindi aprendo un conto corrente; questo permette di fare bonifici internazionali in ben 19 valute diverse grazie alla partnership con TransferWise e consente di organizzare al meglio le proprie spese creando dei tag o separando il conto in “spazi” differenti. Il conto inoltre è dotato di un’intelligenza artificiale che divide le spese in categorie, in modo da aver sempre sott’occhio l’utilizzo del proprio denaro.; l’estratto conto può essere visto online, ma si può anche scaricare in formato PDF o CSV. Il conto si gestisce principalmente dall’applicazione, ma può essere gestito anche tramite browser grazie a N26 Web.

La carta N26 è gratuita per chi apre un conto corrente N26: il conto standard è gratuito, senza costi di apertura e di gestione, permette di fare prelievi in euro e pagamenti gratis; il conto N26 You ha un costo di 9,90 euro al mese e oltre ai prelevamenti e ai pagamenti gratuito inclunde i prelievi gratuiti in tutto l mondo, il pacchetto assicurativo Allianz, sconti e offerte speciali; il conto N26 Metal costa 16,90 euro al mese ed offre, oltre a quello già visto per i conti precedenti, l’accesso ad esperienze esclusive e il supporto clienti dedicato. È possibile richiedere una seconda carta N26 Mastercard al costo di 14 euro. Per aprire il conto tramite il sito www.n26.com sono sufficienti 8 minuti: dopo aver inserito alcuni dati personali bisogna confermare l’email, scaricare l’applicazione e confermare la propria identità; al termine della procedura si riceverà la carta di debito N26.

Mercati24: rimanere aggiornati sul trading online nel 2020

Molte cose si prospettano all’orizzonte per questo nuovo anno nel settore del trading online.

Cambiamenti dei mercati, nuove piattaforme di trading che si impongono sul mercato, piattaforme che non sono più presenti, nuove regolamentazioni, nuovi consigli o suggerimenti.

Un mondo in continuo fermento, che non riposa mai e sul quale bisogna rimanere costantemente aggiornati. Arrivare in ritardo, specialmente per tutto ciò che concerne i mercati finanziari, equivale ad una perdita di denaro. Denaro che si sarebbe potuto potenzialmente ricavare arrivando in orario.

Leggi tutto “Mercati24: rimanere aggiornati sul trading online nel 2020”

Trend Line: perché così importanti nel 2020?

Tra i tanti strumenti utili per il trading online, le trend line sono probabilmente le più importanti.

Si tratta di uno degli elementi fondamentali cui ogni investitore deve far riferimento per lo studio del grafico di un titolo: senza di queste la traduzione delle informazioni su un asset in un investimento da realizzare è praticamente impossibile.

Vi sono, come si avrà modo di vedere, molteplici tecniche relative al trading online che si basano proprio sulle trend line.

Leggi tutto “Trend Line: perché così importanti nel 2020?”

Carta prepagata Wirex: cos’è, come funziona, costi di attivazione

Il mercato delle carte prepagate offre un’infinità di soluzioni: qualcuno avrà senza dubbio sentito parlare della carta prepagata Wirex. IL prodotto è disponibile in diverse varianti, di cui una (gratuita) è utilizzabile solo online e le altre sono tradizionali carte fisiche. Questa carta presenta delle caratteristiche molto particolari: cerchiamo di capire meglio cos’è, come funziona e quali sono i costi di attivazione.

Come funziona e come si attiva la carta prepagata Wirex

Wirex è una piattaforma grazie alla quale è possibile scambiare, vendere e acquistare sia valute tradizionali che criptovlaute. La carta fisica può essere utilizzata per fare acquisti online e nei negozi fisici, ma anche per prelevare da un ATM. Il primo passo per ottenere la carta Wirex consiste nell’apertura di un account gratuito: questo primo step consente già di gestire le porprie finanzie via web o tramite l’app ufficiale per smartphone. Una volta aperto il conto non rimane altro da fare che attendere l’arrivo della carta direttamente a casa. Come molti prodotti di questo tipo, anche la carta prepagata Wirex è dotata di un avanzato livello di sicurezza.

Una volta ricevuta, la carta deve essere attivata: dalla dashboard si seleziona la voce carte, poi si sceglie la propria carta e si cliacca su Attiva scheda; a questo punto basta inserire le ultime quattro cifre del numero di carta ed indicare la data di scadenza. La procedura si può fare sia tramite browser che tramite l’applicazione ufficiale; l’operazione è molto semplice ed in genere bastano cinque minuti per portarla a termine. In caso di smarrimento o furto la carta prepagata Wirex può essere bloccata sia tramite il sito web che tramite l’applicazione.

Ricariche e costi

Per ricaricare la carta bisogna aprire l’account ed utilizzare uno dei tanti sistemi di pagamento disponibili: oltre al celebre PayPal si possono utilizzare altri sistemi come Entropay o Neteller; la ricarica può essere effettuata anche da un’altra carta di debito o di credito, tramite bonifico bancario o tramite sportello ATM. Il saldo può essere consultato accedendo all’account dal sito o dall’applicazione oppure inserendo la carta in uno sportello ATM.

La carta prepagata Wirex è gratuita, ma prevede un costo mensile di 1,20 euro; i trasferimenti e i depositi di denaro sono quasi sempre gratuiti; i prelievi da bancomat nazionale hanno un costo di 2,25 euro, mentre le transazioni effettuate online o in negozio tramite Pos sono gratuite. I titolari di carta prepagata Wirex possono beneficiare di alcuni benefici: con Refer-a-firend si può avere un premio di 10 dollari, mentre con Cryptoback il premio può arrivare fino all’1,5%.

Esistono dei limiti all’utilizzo della carta: non si possono fare spese superiori ai 10.000 dollari per transazione o al giorno; all’ATM non si può prelevare più di 250 dollari al giorno, mentre per gli accrediti da carta di debito non confermato il massimo è 50 dollari (se la carta è verificata il massimo è 5.000 dollari). Per maggior i informazioni si può visitare il sito wirexapp.com ed eventualmente contattare l’assistenza dalla sezione Contact.

Come aprire un’azienda: come fare, requisiti, iter burocratico e costi

Quello di poter dare vita ad una propria attività è il sogno di tantissime persone: non si tratta di un’impresa semplice, ma con pazienza, buona volontà e il giusto capitale è possibile portarla a termine con successo. È importate conoscere qual è l’iter burocratico da seguire in questi casi, quindi in questa guida su come aprire un’azienda vedremo come fare, quali sono i requisiti da rispettare e i costi che si devono sostenere.

L’apertura della partita IVA

Per aprire un’azienda in Italia si deve iniziare con l’apertura di una partita IVA: per ottenere questo codice di 11 cifre bisogna inviare all’Agenzia delle Entrate una comunicazione entro 30 giorni dall’inizio dell’attività; chi intende avviare un’impresa individuale deve utilizzare il modello AA9/7, mentre chi vuole dare vita ad una società deve utilizzare il modello AA7/7 (entrambi i moduli sono scaricabili dal sito dell’Agenzia stessa).

Al momento dell’apertura della partita IVA bisognerà indicare il tipo di attività (scegliendo il giusto codice ATECO) e il tipo di regime contabile. L’apertura della partita IVA non ha un costo, ma nel corso del tempo le spese di mantenimento possono rivelarsi abbastanza importanti.

Come aprire un’azienda: l’iter burocratico per imprese individuali e società

C’è poi tutta una serie di procedimenti amministrativi che vanno a costituire l’iter burocratico da seguire per aprire un’azienda. Chi sceglie di creare un’impresa individuale oltre alla partita IVA deve richiedere le licenze e fare le comunicazioni che sono previste dalla legge pensiamo ad esempio alle richieste da inoltrare alle Asl e al Comune, alle denuncia di inizio attività presso la Camera di Commercio competente, all’iscrizione all’Inail e alla denuncia all’INPS.

Tutti questi procedimenti possono essere racchiusi in un unico atto, la Comunicazione Unica al Registro delle Imprese, che può essere fatta solo in modalità telematica ed include tutte le informazioni fiscali, assicurative e previdenziali necessarie ai vari enti.

Se invece si vuole aprire un’azienda sotto forma di società l’iter prevede un passaggio in più, ovvero la costituzione della società stessa. Esistono varie forme giuridiche: la distinzione più importante è quella tra società di persone (ovvero Snc e Sas) e società di capitali (Srl e SpA). Oltre alla denuncia dell’inizio dell’attività, all’apertura della partita IVA e a tutti gli altri obblighi visti in precedenza bisognerà anche procedere con al redazione dell’atto costitutivo della società e dello statuto.

Quali sono i costi?

È difficile dare un’idea precisa dei costi che si devono sostenere per aprire un’azienda, anche perché dipendono molto dal tipo di attività che si intende creare. Per adempiere ai vari procedimenti burocratici possono servire anche 1.500 euro. Vanno comunque messi in conto il servizio del commercialista (per la consulenza e il disbrigo delle pratiche può chiedere dagli 800 euro in su), le varie utenze, l’acquisto dei vari macchinari per la produzione o degli altri strumenti necessari all’attività, il costo della pubblicità (importantissima, soprattutto quando si è agli inizi) e le varie spese di gestione.