Codice tributo 1630: cos’è e come si registra?

Cos’è il codice tributo 1630? A cosa fa riferimento e come si registra? Queste sono alcune delle domande più comuni che si pongono i contribuenti quando devono compilare un modello F24 e si ritrovano a dover decidere quale codice usare. Il codice tributo 1630 va utilizzato quando si versano gli interessi dovuti per la dilazione degli importi rateizzabili Irpef che sono trattenuti dal sostituto di imposta in busta paga a seguito di assistenza fiscale.

Cos’è il codice tributo 1630?

Questo codice è stato introdotto nel 2009 in seguito alle nuove regole sulla detassazione degli straordinari e dei pagamenti in forma rateizzata in ambito di assistenza fiscale: per incentivare la produttività e premiare i lavoratori che si sono mostrati più meritevoli era stata data la possibilità di avvalersi di un’imposizione Irpef sostitutiva più leggera sui redditi percepiti per gli straordinari o per i premi di produttività.

Se la tassazione ordinaria tende ad incidere in maniera sempre più pesante con l’aumento dei redditi dichiarati, questa tassazione agevolata (con un’aliquota pari all’1,00%) invece colpisce in maniera più lieve, spingendo il lavoratore a darsi maggiormente da fare anche oltre il normale orario di lavoro. Per portare a termine questa piccola rivoluzione l’Agenzia delle Entrate aveva introdotto ben otto nuovi codici tributo, tra cui il “nostro” 1630.

Come abbiamo spiegato prima, il codice tributo 1630 fa riferimento agli interessi per il pagamento frazionato dell’imposta sostitutiva a seguito di assistenza fiscale: per beneficiare dell’aliquota agevolata sul reddito accessorio infatti il lavoratore deve fare una richiesta al centro di assistenza fiscale, che si occuperà di ricalcolare l’imposta. Ma cerchiamo di capire come si registra questo pagamento con una corretta compilazione del modello F24.

Come si registra sul modello F24

Dopo aver compilato la parte alta del modulo inserendo i propri dati anagrafici e fiscali, il contribuente deve andare nella Sezione Erario (ovvero quella che va utilizzata quando si devono pagare le imposte dirette, l’Iva, le Ritenute alla fonte o altri tributi e gli interessi). Nella colonna riservata al codice tributo bisogna scrivere 1630; nella seconda colonna si deve inserire il mese di riferimento (ad esempio se il mese di riferimento è aprile, in questo spazio bisogna scrivere 04).

Nella terza colonna va indicato l’anno di riferimento, mentre nella quarta (importi a debito versati) si deve scrivere la somma che si deve pagare; la quinta colonna va lasciata in bianco se non ci sono importi a credito. Nella casella Saldo (A-B) si deve scrivere la differenza tra gli importi a debito e quelli a credito. Gli spazi relativi al Codice Atto e al Codice Ufficio non devono essere riempiti dal cntribuente.

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