Peugeot punta al primato in Italia

Peugeot punta al primato in Italia

Il gruppo Peugeot ha degli obiettivi molto ambiziosi, fra i quali rientra anche l’Italia. La società PSA, Peugeot – Citroen, punta ad ampliare sempre di più il suo mercato delle auto in Europa e ad entrare con maggior forza nel mercato del Nord America e della Cina.

Per quanto riguarda il mercato Italiano, l’obiettivo della Peugeot è diventare il leader del settore, superando per vendite gli attuali concorrenti. Al momento il gruppo Peugeot si attesta al terzo posto della classifica per vetture vendute, come dichiarato da Massimo Roserba, direttore generale del gruppo PSA Italia. Dalle parole del nuovo direttore generale emerge che il gruppo Peugeot in Italia è il terzo per vendite, grazie al suo 9,5% del mercato totale della Penisola.

L’obiettivo del gruppo è molto chiaro, ma bisognerà lavorare molto per ottenerlo: diventare entro il 2020 la prima casa automobilistica straniera per numero di vetture immatricolate nel mercato Italiano.

Il mercato delle auto nuove è attualmente in crescita ed è superiore rispetto alla compravendita di vetture usate. Questo potrebbe essere un elemento a favore del progetto della Peugeot.

Entro la fine dell’anno la società dovrebbe presentare le nuove vetture della seconda serie della Peugeot 3008. Fra gli altri progetti dell’azienda in dirittura di arrivo ci sono quattro vetture elettriche. In cantiere, invece, c’è la progettazione di automobili ibride, dotate di motore a benzina e su cui il team Peugeot sta lavorando alacremente.

Sale l’indice fiducia consumatori della Germania

Sale l'indice fiducia consumatori Germania

L’indica fiducia consumatori della Germania per il mese di Agosto cresce rispetto a quanto previsto dagli analisti di mercato e si attesta ad un valore di 10. L’incremento rispetto alle stime degli analisti è stato di 0,1 punti ed ha quindi superato la previsione del valore di 9,9.

Nonostante il risultato migliore di quanto previsto, l’indice fiducia consumatori della Germania è sceso rispetto a quello di Luglio (10,1), perdendo 0,1 punti. Il motivo principale di questo calo, seppur lieve, è la vittoria del SI al referendum della Gran Bretagna. L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, infatti, ha fatto perdere ai consumatori fiducia nelle possibilità di crescita dell’economia tedesca.

Per calcolare l’indice fiducia consumatori sono stati intervistati, dal gruppo di analisi tedesco Gfk, circa duemila persone, alle quali è stato chiesto di esprimere il loro parere sulle possibilità di crescita dell’economia tedesca nei prossimi mesi. Dalle loro risposte si evince che i consumatori tedeschi ritengono che l’economia della Germania possa tranquillamente crescere nei prossimi mesi, ma ad un ritmo rallentato a causa dell’instabilità attuale del mercato causata dalla vittoria della Brexit.

Gli analisti di mercato erano stati ancora più cauti ed avevano previsto un indice di fiducia dei consumatori per il mese di Agosto di 9,9, mentre i consumatori sono stati più generosi, facendo attestare l’indice definitivo al valore di 10.

Banca Generali registra un utile di 67,3 milioni

Banca Generali utile di 67,3 milioni

Banca Generali ha reso noto l’utile del primo semestre del 2016, utile che ha raggiunto i 67,3 milioni di euro. Se confrontato con i dati dello scorso anno, si nota che l’utile si è quasi dimezzato: l’utile del primo semestre del 2015 è stato infatti di 140,1 milioni di euro.

Nonostante l’utile ridotto rispetto allo scorso anno, Banca Generali è riuscita ad incrementare del 29% i profitti del secondo trimestre del 2016 rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mostrando forti segnali di ripresa e crescita.

Sebbene possa sembrare che l’utile dimezzato sia un risultato negativo, analizzando meglio i dati resi noti si evince che Banca Generali ha raggiunto risultati da record sotto molto punti di vista. Sul fronte commerciale, ad esempio, l’istituto di credito ha registrato un incremento di 30 punti percentuali, con un fatturato totale di 2,9 miliardi di euro.

Anche i guadagni provenienti dalle classiche operazioni finanziarie, come gli introiti derivanti dalla gestione dei conti e delle operazioni, sono aumentati. Si tratta in questo caso di un incremento del 6%, che porta gli introiti a 237,1 milioni di euro.

I dirigenti di Banca Generali si sono dichiarati molto soddisfatti del lavoro svolto in questo primo semestre dell’anno e dei risultati raggiunti, perchè l’istituto di credito è riuscito, anche nelle attuali difficili condizioni del mercato, a dimostrare la capacità di crescere.

Al momento il titolo ha perso 1,09 punti percentuali a Piazza Affari, attestandosi al valore di 18,99 euro per azione.

Nintendo crolla in borsa dopo il grande rialzo

Nintendo crolla in borsa dopo il grande rialzo

L’economia asiatica inizia debolmente questa nuova settimana economica, con la Borsa di Tokyo che ha chiuso quasi alla pari, con un leggero ribasso dello 0,04%. La Borsa di Hong Kong ha perso 0,1 punti percentuali, mentre quella di Shanghai ne ha guadagnati 0,1. Per tutte le principali borse asiatiche, dunque, è stato un inizio della settimana a rilento.

Non cala la pressione sul petrolio, per il quale si continua a temere un crollo del valore dovuto all’eccesso delle scorte disponibili e che ha chiuso a 44,10 dollari a barile. E’ calato anche l’oro, dello 0,4%, chiudendo a 1.325 dollari l’oncia.

Male la prima chiusura della settimana per la Nintendo, società che ha perso il 17,2% del valore, dopo essere salita di molto ed aver incrementato la sua capitalizzazione sulla spinta del nuovo gioco Pokemon Go.

E’ lo stesso gioco ad aver determinato la perdita del valore del titolo societario, dopo la notizia data dai vertici dell’azienda che il gioco Pokemon Go non avrà grande peso sui guadagni trimestrali della Nintendo. Era stata proprio la possibilità di monetizzare e di aumentare il fatturato, infatti, a determinare l’incremento del titolo societario, mentre questa comunicazione ha allontanato definitivamente le speranze.

Non essendo attualmente presente alcuna collaborazione pubblicitaria nell’applicazione, le uniche fonti di guadagno derivanti da Pokemon Go sono la possibilità di acquistare strumenti del gioco dallo shop online ed il fatturato derivante dalle vendite del bracciale Pokemon Go Plus. La Nintendo ha però dichiarato che i possibili guadagni derivanti da queste fonti sono già stati inclusi nel prospetto dei 35 miliardi di yen di fatturato previsto entro la chiusura a Marzo dell’anno economico.

Exor si trasferisce in Olanda, spostata la sede Italiana

Exor si trasferisce in Olanda e lascia l'Italia

Exor si trasferisce in Olanda. E’ questo quanto è stato scelto dalla famiglia Agnelli, che entro la fine del 2016 trasferirà le ultime sedi dall’Italia ai Paesi Bassi, allontanandosi per la prima volta del tutto dalla città di Torino, della quale gli Agnelli erano un simbolo.

A trasferirsi in Olanda saranno le sedi di Exor e quella della Giovanni Agnelli e C. Sapaz, di cui la famiglia Agnelli possiede quasi il 53% dei titoli societari.

Si è scelto di trasferire in Olanda sia la sede fiscale che la sede legale di Exor, lasciando però al momento la società quotata esclusivamente a Piazza Affari. Ci saranno sicuramente degli azionisti contrari a questo trasferimento, i quali potrebbero decidere di vendere le loro quote e di non far più parte del progetto.

Sono già tanti gli investitori pronti ad acquistare eventuali quote societarie vendute da azionisti scontenti. Tra questi i nomi più noti sono Bill Gates con la sua Cascade Investments, Nassef Sawiris e Jacob Rothschild.

Il titolo ha chiuso al valore di 33,51 euro per azione. Ai soci che eserciteranno il loro diritto di recesso, perchè contrari all’operazione, sarà data la possibilità di vendere la quota di azioni in loro possesso al prezzo di 31,2348 euro per singola azione.

John Elkann, attuale presidente della Exor, ha spiegato che la riorganizzazione della società si è rivelata necessaria, per adattare l’azienda ai suoi nuovi progetti economici e per non restare indietro rispetto ai competitori che hanno già attuato delle riforme.

La scelta del trasferimento di Exor da Torino ai Paesi Bassi non è stata accolta serenamente dai torinesi e dall’amministrazione dalla città. Chiara Appendino, sindaco di Torino, si è mostrata rammaricata di questa decisione, ma fiduciosa delle rassicurazioni dell’azienda riguardo gli investimenti che continueranno ad essere fatti a Torino. L’obiettivo dell’amministrazione della città è ora quello di aumentare la sua attrattiva per gli investitori.

Le banche Italiane superano lo stress test

Le banche Italiane superano lo stress test

L’Europa sta attraversando un momento critico, forse uno dei più difficili della sua storia. La vittoria del Brexit ha scosso la stabilità politica, ma soprattutto economica, dei paesi Europei e l’economia Italiana sembra essere una delle più a rischio, inserita fra le economie che potrebbero risentire maggiormente della vittoria del SI al referendum della Gran Bretagna.

Per testare la solidità degli istituti bancari Europei, le varie banche saranno sottoposte ai cosiddetti stress test. I risultati degli stress test saranno resi pubblici il 29 Luglio 2016, ma gli esperti analisti di Kepler Cheuvreux ritengono che le principali banche Italiane saranno in grado di sopportare lo stress e di superare il test. L’unico istituto di credito a rischio, per quanto riguarda le banche Italiane, sarebbe Monte dei Paschi di Siena, per il quale gli analisti non hanno previsto il superamento dello stress test.

Lo stress test del 2016 sarà diverso da quello condotto due anni fa. Innanzitutto non ci sarà l’asset quality review, alcuni aspetti macroeconomici saranno studiati in modo meno severo e non ci sarà la soglia del 5,5% con risultato pass/fail. Oltre a queste modifiche, lo stress test del 2016 prevederà l’aggiunta dell’analisi del rapporto fra gestione e rischio operativo, un rapporto che è la prima volta che viene preso in esame.

L’attenzione degli investitori si focalizzerà soprattutto sui risultati di Monte dei Paschi di Siena. I dubbi degli investitori riguardano in particolare le reali possibilità che l’istituto di credito avrebbe di firmare un accordo per risolvere la questione dei non performing loan e di trovare nuovi investitori o, nell’eventualità peggiore, di ricevere un supporto pubblico dalle finanze dello Stato.

Luxottica riduce i guadagni, periodo difficile per l’azienda

Luxottica riduce i guadagni

Non sono stati convincenti gli ultimi mesi per Luxottica, azienda che opera nel settore del lusso producendo lenti di eccellente qualità. La società nei primi sei mesi del 2016 ha registrato un utile di 498 milioni di euro, inferiore di 1,4 punti percentuali rispetto all’utile prodotto nel primo semestre dello scorso anno.

Sebbene i ricavi consolidati siano cresciuti del 3,5%, portandosi a 4,828 milioni di euro, il calo degli utili del primo semestre ha obbligato gli analisti a rivedere le loro stime di crescita. Le previsioni di crescita per il secondo semestre del 2016 sono infatti state ridotte a causa dell’incertezza dei mercati, incertezza che potrebbe pesare molto sul fatturato dell’azienda.

I dirigenti di Luxottica hanno condiviso una nota in cui spiegano che, presa in considerazione la difficile situazione del mercato economico attuale, è stato meglio rivedere le previsioni di crescita del secondo semestre del 2016, proponendo dei nuovi obiettivi più cauti. Le stime attuali indicano che il fatturato crescerà di due o tre punti percentuali.

Massimo Vian, amministratore delegato del prodotto, e Leonardo Del Vecchio, presidente esecutivo dell’azienda, non si sono dimostrati insoddisfatti di quanto fatto dall’azienda in questi primi sei mesi. Nonostante l’utile si sia ridotto rispetto al primo semestre dello scorso anno, Luxottica ha comunque proseguito il suo trend di crescita, sebbene ad un passo rallentato, dimostrando di essere un’azienda solida e di poter fronteggiare le avversità dell’attuale situazione economica mondiale.

Gli stessi dirigenti spiegano però che sarebbe incauto da parte dell’azienda fissare degli obiettivi che il mercato attuale non consentirebbe di raggiungere. Ecco perchè Luxottica ha preferito rivedere le sue stime di crescita per il secondo semestre, abbassandole e prevedendo una crescita del fatturato del 2-3%.

Settore immobiliare in crescita, aumentano i mutui

Settore immobiliare in crescita

La fine del primo trimestre del 2016 è stata molto positiva per il settore immobiliare, il quale si mostra in crescita. Questo è quanto è emerso dai dati relativi ai mutui ed alle compravendite di immobili pubblicati dall’Istat.

Nel primo trimestre del 2016 si è registrato un incremento del 17,9%, rispetto ai primi tre mesi dell’anno precedente, nel numero dei trasferimenti immobiliari a titolo oneroso. E’ il quarto trimestre consecutivo di crescita per il numero di compravendite di immobili.

Ad essere interessati dalla crescita del settore immobiliare sono sia i trasferimenti di proprietà di immobili economici, con una crescita dell’8%, sia i trasferimenti di proprietà ad uso abitativo, trasferimenti questi ultimi che hanno registrato un incremento di 18,6 punti percentuali.

La crescita del settore immobiliare è stata rilevata in tutte le aree della nostra penisola, con un tasso di crescita maggiore a Nord-Ovest (20,7%). Seguono le Isole, con una crescita del 16,5%, il Sud con un incremento di 16,3 punti percentuali ed il Centro, con una crescita del 15,8%.

Accanto all’aumento del numero di compravendite, nel primo trimestre del 2016 è stato registrato anche un incremento di nuovi finanziamenti aperti. I mutui, stipulati con banche o con altre agenzie di credito, sono aumentati del 29,2% rispetto ai primi tre mesi del 2015.

Gli immobili sono sempre stati un sogno per ogni famiglia Italiana e i dati Istat mostrano un chiaro segno di ripresa della nostra economia, almeno per quanto riguarda il settore immobiliare.

Addio scontrini: registratori automatici dal 2017

Addio scontrini fiscali

Dal 1° Gennaio 2017 cambieranno le regole per i contribuenti IVA grazie all’introduzione dei nuovi registratori automatici, con i quali sarà possibile non emettere i tradizionali scontrini fiscali.

Con i registratori automatici diventerà possibile scegliere di memorizzare in forma elettronica il totale degli incassi, totale che sarà registrato ed inviato in automatico per via telematica. In questo modo potrà essere evitata l’emissione dello scontrino fiscale cartaceo, sfruttando la memorizzazione digitale.

A stabilire questa opportunità è il decreto legge numero 127/2015 parte 2 relativo al regime IVA. Sarà compito dei contribuenti interessati a questa forma di registrazione adattarsi alla novità e richiedere il nuovo registratore telematico. La richiesta può essere effettuata compilando l’apposito modulo presente sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

Il contribuente richiedente riceverà, oltre al registratore telematico, anche un codice QR personale associato al registratore. Il codice QR consente agli organi di controllo di effettuare rapidamente una verifica della validità del registratore, rendendo anche più semplice il lavoro della Guardia di Finanza.

I registratori telematici saranno comunque in grado di emettere, se richiesto, delle ricevute fiscali cartacee, sebbene la loro funzione principale sia quella di gestire il tutto telematicamente. L’introduzione di queste apparecchiature e la sostituzione degli scontrini cartacei con una gestione telematica delle tasse promettono di portare svariati vantaggi, tra i quali una semplificazione per il contribuente nel pagamento delle tasse ed una semplificazione nel controllo da parte dall’Agenzia delle Entrate.

Scegliendo di usufruire di questo nuovo strumento si stabilisce un accordo della durata di cinque anni con l’Agenzia delle Entrate, durante i quali il contribuente dovrà utilizzare i registratori automatici. Trascorsi i cinque anni il contribuente potrà scegliere se interrompere il contratto o se rinnovarlo e procedere per altri cinque anni.

Vodafone ricavi oltre le attese

Logo Vodafone

Ottimo il risultato del secondo trimestre del 2016 per il Vodafone Group, il quale ha dimostrato l’efficacia delle strategie di mercato del gruppo nei paesi Europei. La Vodafone, attiva società britannica, è attualmente la seconda società di telefonia per numero di clienti, preceduta solo da China Mobile.

I ricavi del secondo trimestre del 2016 di Vodafone Group sono aumentati, al netto di tutte le spese, del 2,2% se confrontati con quelli del secondo trimestre dello scorso anno, superando le aspettative degli analisti di mercato, che avevano previsto un incremento dei ricavi di 1,9 punti percentuali.

L’Europa è fondamentale per la società Vodafone, dal momento che i paesi Europei generano la metà del fatturato del gruppo ed i due terzi dei suoi guadagni totali. La crescita dei ricavi in area Europea è stata, per questo secondo trimestre del 2016, dello 0,3%, mentre nel primo trimestre si era attestata a 0,5 punti percentuali. Ottimo il risultato se confrontato con il calo dell’1,5% registrato nel secondo trimestre del 2015.

Il lavoro di Vodafone Group in Europa è stato fondamentale per raggiungere questo risultato: tantissime nuove aree sono state dotate della moderna fibra ottica e la società ha anche concluso delle necessarie acquisizioni di società più piccole impegnate nella telefonia fissa. Queste sono state le due manovre principali che hanno consentito a Vodafone di incrementare il numero di clienti in Europa e di aumentare la soddisfazione dei clienti di vecchia data.

Il secondo trimestre del 2016 viene quindi chiuso con un ricavo di 1,281 miliardi di euro per i servizi, con un incremento di 1,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I ricavi dei servizi mobili si attestano ad 1,071 miliardi di euro, con una crescita dell’1,4% dovuta essenzialmente all’aumento del consumo di dati da parte della clientela, un aumento calcolato essere stato del 53% fino a questo momento.