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Dentisti in crisi dati 2011

dentista1 21 giu 2011
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I numeri parlano da soli, nel 2010 gli studi dentistici hanno fatto registrare 2,5 milioni di accessi in meno ovvero almeno 1,8 milioni di italiani si è dimesso da paziente. Se c’era bisogno di una conferma per usare il termine “tracollo” in questo campo, i dati del primo periodo di quest’anno segnalano un 30% in meno di visite. Conseguenza di tutto questo è che il 30% dei medici odontoiatrici sta valutando l’idea di chiudere lo studio.

I fattori che hanno portato a questa crisi sono molteplici. In primis, la crisi economica che ha portato il ceto medio-basso a non andare più dal dentista cosi spesso come magari prima poteva permettersi. Coloro che abitano in zone di confine preferiscono affidarsi a un’offerta odontoiatrica low cost oltre confine. In aggiunta, in molti casi non c’è stato un reinvestimento per modernizzare gli studi odontoiatrici e migliorare l’offerta al cliente.

Le ricette provate per migliorare la situazione sono numerose: cercare di dare più servizi contemporaneamente nel medesimo studio, cercare di associarsi tra più odontoiatri per essere più competitivi, collaborare con istituti del servizio pubblico. Sono solo alcuni delle “ricette” che si stanno mettendo in campo per risolvere questa crisi di settore.

I più colpiti da questo stato di cose saranno gli odontoiatri più anziani che faranno maggiore fatica ad abituarsi a un tenore di vita più basso rispetto agli “anni d’oro” che mettevano il dentista in una fascia privilegiata della popolazione. Mentre i trentenni che si affacciano a questo mondo saranno più abituati ad avere aspettative più morigerarte rispetto ai colleghi più navigati.






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