Verizon vuole acquistare Yahoo!

Verizon ha il desiderio di acquistare Yahoo!, un desiderio che potrebbe presto, nel giro di alcuni giorni, trasformarsi in realtà, stando alle notizie riportate da Bloomberg. Secondo questa fonte, infatti, Verizon e Yahoo! sarebbero in una delicata fase a due di trattativa, la quale potrebbe concludersi nei prossimi giorni con l’ufficializzazione dell’acquisizione di Yahoo! da parte di Verizon.

Il motore di ricerca Yahoo! negli ultimi anni ha attraversato un momento economico difficile ed i dirigenti hanno compreso che per un rilancio della società la scelta migliore è orientarsi verso un’acquisizione di Yahoo!. Verizon è attualmente la prima pretendente al possesso, sebbene nelle ultime settimane anche altri candidati sembravano essere in corsa per l’acquisizione e fra questi i private equity TPG e Capital Managemente e AT&T, uniti insieme a formare un’unica cordata.

All’inizio di questa settimana le offerte per l’acquisizione di Yahoo! erano stimate fra i 4 ed i 6 miliardi di dollari, con Verizon che non ha offerto più di quattro miliardi. Sebbene l’offerta della cordata sia stata maggiore, sembra che la dirigenza del motore di ricerca sia più propensa a vendere a Verizon, perchè oltre al semplice aspetto economico la dirigenza ha a cuore anche e soprattutto il futuro della società: il destino dopo un’eventuale acquisizione da parte dei private equity sarebbe stato, con molta probabilità, la scomparsa del motore di ricerca, mentre con una eventuale acquisizione da parte di Verizon Yahoo! costituirebbe un tassello importante del progetto societario e sarebbe posto al fianco di AOL.

Non resta a questo punto che attendere nei prossimi giorni un comunicato ufficiale, il quale molto probabilmente ufficializzerà l’acquisizione di Yahoo! da parte dell’azienda Verizon con un’offerta di circa 4 miliardi di dollari.

Esportazioni giugno +0,3%, ma -2,8% su base annua

L’Istat ha pubblicato il suo report sul commercio verso i paesi extra Europei, segnalando dati interessanti circa le importazioni e le esportazioni. Da quanto emerge dal documento Istat, le esportazioni nel mese di Giugno sono aumentate leggermente, registrando un rialzo dello 0,3% rispetto al mese precedente, mentre le importazioni da paesi extra Europei sono calate di 0,5 punti percentuali.

Il lieve rialzo delle esportazioni non ha comunque modificato la situazione complessiva dell’anno in corso: le esportazioni registrano un calo di 2,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2015, le importazioni chiudono per il mese di Giugno a -13%.

Buono il surplus commerciale, che raggiunge nel mese di Giugno i 3,4 miliardi di euro, confermandosi nettamente superiore al surplus di 2 miliardi registrato dodici mesi prima.

Entrando più nello specifico nell’ambito delle esportazioni, le richieste di beni strumentali sono aumentate del 2,9% e il settore energia ha vissuto un incremento dell’11,5%. Le richieste di beni di consumo non durevoli, invece, sono calate dell’1% e quelle dei beni intermedi hanno perso 3,5 punti percentuali.

Per quanto riguarda l’ambito delle importazioni, la richiesta di beni di consumo durevoli è aumentata del 3,1% e quella di energia di 2,4 punti percentuali. Calano invece del 4% gli ordini di beni strumentali, dello 0,9% quelli di beni intermedi e di 0,5 punti percentuali gli ordini di beni non durevoli.

Il secondo trimestre del 2016 ha mostrato una crescita complessiva sia per le esportazioni, con un +2,9%, sia per le importazioni, con un +2,4%. Il primo trimestre dell’anno ha generato invece un trend negativo per entrambi i settori, con un -8,8% per le importazioni ed un -3,9% per le esportazioni. A conti fatti il primo semestre del 2016 ha consentito di generare un saldo totale con i paesi extra Europei di 16,5 miliardi di euro, con un incremento di 3,4 miliardi rispetto ai 13,1 miliardi di saldo del primo semestre del 2015.

Enav va in borsa: positiva la privatizzazione

Enav procede con il progetto di privatizzazione e lo fa in un periodo non semplice dal punto di vista economico, viste le difficoltà dovute all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

Nonostante il non semplice periodo economico, la privatizzazione di Enav ed il suo ingresso in borsa si concludono con un risultato positivo. Il prezzo finale di vendita è stato fissato a 3,30 euro per azione, nella parte alta del range previsto all’inizio dell’offerta (tra 2,90 e 3,50 euro per azione).

Questo prezzo di vendita finale fa raggiungere ad Enav una capitalizzazione complessiva di 1,78 miliardi di euro e l’operazione finanziaria ha portato ad un introito lordo di 759 milioni di euro per il Tesoro, guadagno lordo che potrebbe salire a 834 milioni nel caso in cui si decidesse di esercitare la greenshoe in modo integrale.

Pier Carlo Padoan si è dichiarato molto soddisfatto della privatizzazione di Enav, sottolineando che la domanda è stata ben otto volte superiore rispetto all’offerta. Alla privatizzazione di Enav hanno partecipato grandi investitori Italiani e stranieri e anche piccoli investitori e privati, per una domanda totale di 1.814 milioni di azioni contro i 252,6 milioni di azioni costituenti l’offerta.

Enav ha quindi superato brillantemente questa fase di privatizzazione, mostrando di essere capace di reggere in questo periodo di difficoltà economiche del mercato nella fase post Brexit. Il 26 Luglio Enav sbarcherà a Piazza Affari.

Rallenta l’industria Italiana: ordini e fatturato in calo

Dati non positivi per l’industria Italiana quelli emersi dalle statistiche del mese di Maggio, le quali mostrano un rallentamento nella crescita del settore industriale del nostro paese, con un fatturato in calo ed un minor numero di ordini.

La ripresa dell’economia Italiana, considerate le sue debolezze, potrebbe subire in misura ancora maggiore un rallentamento inevitabile causato dal Brexit e che interesserà tutti i paesi dell’Eurozona.

Secondo i dati Istat del mese di Maggio 2016, il settore industriale Italiano ha registrato un calo degli ordini del 2,8% rispetto al mese precedente ed una riduzione del fatturato di 1,1 punti percentuali rispetto ad Aprile.

Per quanto riguarda il fatturato, l’Istat ha evidenziato che la situazione è simile sia per il mercato interno, con una riduzione dell’1,1%, che per il mercato esterno, con un calo dell’1,2%. Relativamente al calo degli ordinativi, invece, ha avuto un peso nettamente maggiore il mercato estero, che ha perso il 5,7%, mentre la riduzione degli ordini per il mercato interno è di soli 0,6 punti percentuali.

I dati pubblicati dall’Istat confermano l’analisi del centro studi di Confindustria, per il quale la crescita del Pil Italiano è stata al di sotto delle aspettative (0,15% contro uno 0,25% atteso). Anche il terzo trimestre dell’anno dovrebbe chiudersi con una crescita del prodotto interno lordo inferiore a quanto sperato e il Fondo Monetario Internazionale ha dovuto ridurre al di sotto dell’1% le stime di crescita dell’economia del nostro paese per l’anno 2016.

La Bce non cambia i tassi, fisso il costo del denaro

Si è tenuta la prima riunione BCE post-Brexit, la quale si è conclusa con la scelta della Banca Centrale Europea di lasciare invariati i tassi di interesse.

Restando immutati i tassi, anche il costo del denaro non ha subito variazioni ed è rimasto stabile al minimo storico. Questa possibile scelta della Banca Centrale Europea era stata prevista dalla maggior parte degli analisti di mercato, i quali non ritenevano probabile che la BCE scegliesse di intervenire sul costo del denaro nella prima riunione dalla vittoria del SI al referendum della Gran Bretagna.

Il tasso principale resta quindi fisso allo 0%, minimo storico, il tasso di rifinanziamento marginale resta stabile a 0,25%, mentre il tasso sui deposito resta fissato a -0,40%.

La BCE ha approvato, per ora fino al mese di Marzo del 2017, il programma di acquisti per 80 miliardi di euro ogni mese. Gli investitori restano in attesa della prossima riunione della Banca Centrale Europea per vedere come procederà la ripresa dell’economia dell’Eurozona.

Hsbc, arrestato Mark Johnson

hsbc

E’ stato arrestato dalla polizia federale americana Mark Johnson, il leader di Hsbc, la società più importante in America nel settore del trading sui cambi. Mark Johnson è stato arrestato mentre si apprestava ad imbarcarsi, nell’aeroporto Jfk di New York, su un volo diretto a Londra.

Il mandato di arresto dichiara un’accusa di associazione a delinquere a scopo di truffa, dovuto al comportamento illecito tenuto con il denaro di un cliente della società. Il leader di Hsbc, infatti, è accusato di aver utilizzato il denaro del cliente per eseguire un’operazione di trading non autorizzata, prima di acquistare quanto richiesto dal cliente, operazione che gli avrebbe consentito di guadagnare circa tre milioni di dollari, grazie ad un investimento sulle sterline.

Mark Johnson non è l’unico ad essere stato accusato, ma sono stati emessi dei mandati di arresto anche per Stuart Scott e per altri dirigenti di Hsbc. Stuart Scott è stato alla gestione del trading sulle valute in Medio Oriente, in Europa ed in Africa, fino a quando ha lasciato la società nel 2014. Anche per loro l’accusa è di aver eseguito operazioni di trading non autorizzate sfruttando l’ordine dello stesso cliente, un ordine da ben 3,4 miliardi di dollari.

L’indagine che ha portato all’arresto dei dirigenti di Hsbc va avanti ormai da tre anni. Un anno fa molte società di trading hanno scelto di stringere un accordo con le autorità in materia, ma in questo accordo non rientrava Hsbc.

Riunione BCE Luglio: di cosa tratterà?

Si riunirà per la prima volta dopo la vittoria del Brexit la Banca Centrale Europea, una riunione che darà conferma del rallentamento della crescita dell’Eurozona.

Nonostante gli analisti siano concordi nel ritenere che l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa avrà un peso relativamente contenuto sui paesi dell’Eurozona, la riunione della BCE non potrà che concludersi con l’affermazione di un rallentamento della crescita dell’Europa, crescita che del resto aveva già rallentato nei mesi precedenti il referendum inglese.

Le statistiche relative al commercio estero, in particolare per il mese di maggio, non sono positive e mostrano una riduzione delle esportazioni e delle vendite al dettaglio. Fortunatamente il trend negativo non ha interessato tutti i settori ed alcuni, come la vendita di auto nuove, continuano a crescere.

Un evento positivo è stata la nomina di Theresa May come primo ministro inglese: stando alle previsioni degli analisti politici si riteneva che la nomina non sarebbe avvenuta prima dell’autunno, lasciando la Gran Bretagna in una situazione politica non ottimale. L’elezione del nuovo primo ministro è stata invece più rapida del previsto, adesso bisognerà vedere come si procederà circa l’effettiva uscita del Regno Unito dalla comunità Europa.

Gli analisti di mercato sono d’accordo nel ritenere che la vittoria del Brexit porterà a conseguenze negative per la Gran Bretagna, sia nel breve che nel medio periodo, anche se non è possibile prevedere con esattezza l’entità di questo trend di decrescita. Lo scenario peggiore consiste in una perdita di Pil di 0,5 punti percentuali per il Regno Unito ed un calo del prodotto interno lordo per i paesi dell’Eurozona dallo 0,1% allo 0,3%.

La riunione BCE luglio sarà solo la prima di tante riunione che vedranno impegnata la Banca Centrale Europea. Certamente non ci si può aspettare che al termine di questo primo incontro vengano prese decisioni definitive ed è più probabile che sia una riunione per studiare la situazione con i dati attualmente a disposizione.

Nintendo cambia rotta e chiude a -12%

Giornata negativa quella di oggi per la Nintendo, che ha chiuso con un ribasso del 12%, interrompendo la serie consecutiva di sessioni di mercato all’insegna del rialzo.

Nella giornata di ieri, comunque, il titolo aveva registrato l’ennesimo aumento, del 14,36% continuando una serie positiva di sette sedute iniziata con il lancio in America di Pokemon Go, il nuovo gioco che ha già conquistato milioni di appassionati.

Oltre ad aver registrato sette chiusure finanziarie positive consecutive, il gruppo Nintendo in queste sette sedute è stato anche in grado di raddoppiare la sua capitalizzazione, che attualmente si attesta a 4.500 miliardi di yen, i quali corrispondono a più di 38 miliardi di euro.

Anche il Nikkei 225, indice della Borsa di Tokyo, ha chiuso in negativo, registrando tuttavia solo un lieve ribasso di 0,25 punti percentuali. Nella giornata di ieri l’indice ha invece chiuso al rialzo, spinto anche da una perdita di potere della moneta nazionale.

La società Nintendo detiene il 33% delle quote societarie del gruppo The Pokemon Company, sviluppatore del gioco Pokemon Go. Nonostante la quota minoritaria, Nintendo ha comunque potere all’interno della società ed il 33% è stato sufficiente per garantire all’azienda un incremento del suo valore. Gli investitori sono molto fiduciosi circa il futuro di Pokemon Go e sono in attesa di interessanti sviluppi in ambito promozionale: il gioco offre differenti possibilità di sponsorizzazione e se l’azienda saprà sfruttarle potrà generare un grande profitto.

5 consigli per guadagnare con il trading online

Il trading online è un metodo di investimento molto popolare, grazie al quale è possibile mettere a frutto il proprio capitale di investimento stando comodamente seduti al computer o sfruttando le applicazioni dei broker online per investire anche da smartphone e tablet.

Il trading online, come tutti gli investimenti del resto, comporta anche il rischio di perdere il capitale iniziale quindi, prima di avventurarsi in questo mondo, è bene essere a conoscenza di alcuni consigli utili per guadagnare con il trading online. Di seguito ne sono proposti cinque.

1. Affidarsi ad un broker sicuro

Sono tantissimi i differenti broker online fra cui scegliere per iniziare ad investire online, ma sfortunatamente non tutti sono affidabili. Un consiglio essenziale per investire in sicurezza è affidarsi solo a broker con approvazione da parte della CySEC, ente che rilascia le autorizzazioni solo ai broker che dimostrano di essere effettivamente affidabili.

L’affidabilità comunque non è il solo aspetto da tenere in considerazione nella scelta del broker, ma bisogna analizzare anche la performance della piattaforma e la gamma di strumenti di investimento a disposizione.

2. Conoscere gli strumenti di trading

Le piattaforme di investimento online dispongono di una grande varietà di strumenti di trading ed è utile conoscerne in dettaglio il funzionamento ed i vantaggi che ciascuno di essi può offrire.

3. Studiare gli asset

Per generare profitti con costanza è fondamentale avere un’ottima preparazione, soprattutto relativamente agli asset su cui si desidera investire. Lo studio del mercato deve essere alla basa di ogni singola scelta finanziaria, perchè in caso contrario il capitale di investimento non durerà a lungo.

4. Imparare con il conto demo

La maggior parte dei broker online offre al cliente la possibilità di aprire un conto demo, con il quale fare le prime operazioni finanziarie con denaro fittizio per testare la funzionalità della piattaforma ed iniziare ad ambientarsi. Non sfruttare questa opportunità significherebbe perdere un’utile chance per imparare.

5. Investire solo il denaro che si è disposti a perdere

Essendo il mondo degli investimenti un settore molto rischioso, bisogna saper gestire il proprio denaro ed investire solo il denaro che si è eventualmente disposti a perdere.

Borsa di Tokyo in ripresa, male Softbank

Ha chiuso in positivo l’indice Nikkei della borsa di Tokyo a 16.723,31 punti, registrando un rialzo di 1,37 punti percentuali. Il mercato giapponese riapre dunque al rialzo la sua sessione finanziaria, dopo un weekend di stop più lungo del normale, dettato dalla festa nazionale svoltasi nella giornata di ieri.

I giorni difficili per lo yen, il quale sta vivendo un trend al ribasso e sta perdendo potere nei confronti delle altre valute monetarie, hanno spinto ad un aumento dell’indice Nikkei. La Borsa di Tokyo ha registrato la serie più lunga di chiusure positive degli ultimi nove mesi ed ha toccato il valore massimo dell’ultimo mese e mezzo, un importante risultato per l’economia giapponese.

La chiusura positiva della borsa di Tokyo è affiancata però da un crollo del titolo Softbank che ha perso oltre il 10% del suo valore. A determinare il ribasso del valore di Softbank è stata la notizia dell’acquisizione di ARM Holdings, operazione che nel complesso è costata circa 29 miliardi di euro. Gli investitori temono che la società possa incrementare nei prossimi mesi il suo già alto debito e questo non ha contribuito a stabilizzare il valore del titolo societario.

Il titolo Nintendo sta invece vivendo un trend indubbiamente positivo, grazie al grandissimo successo ottenuto dal gioco Pokemon GO, che ha conquistato milioni di giocatori in tutto il mondo in pochissimi giorni. Il titolo dell’azienda di Tokyo ha guadagnato un ulteriore 10%, trainando con sè anche le altre aziende che hanno stretto accordi di sponsorizzazione con la Nintendo. Un esempio è il titolo McDonald’s Holding Japan che ha aumentato il suo valore quasi del 10% grazie alla scelta di offrire regali Pokemon con gli Happy Meals.